Testimone chiave nel processo per l'omicidio di Kubilay Kaan Kundakçı racconta la notte dell'evento: la difesa in una sola frase di Alaattin Kadayıfçıoğlu

Nel processo per l'omicidio del calciatore dilettante Kubilay Kaan Kundakçı, avvenuto a Ümraniye, il testimone Yalçınay Yıldız ha fornito la sua deposizione sulla notte dell'accaduto.

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Si è tenuta presso la 27ª Corte d'Assise dell'Anatolia la seconda udienza del processo relativo all'omicidio del calciatore dilettante ventunenne Kubilay Kaan Kundakçı, avvenuto a Ümraniye. Sette imputati, di cui 6 in custodia cautelare, tra cui Aleyna Kalaycıoğlu e Alaattin Kadayıfçıoğlu, sono comparsi nuovamente davanti al giudice.

Durante l'udienza, oltre alle dichiarazioni degli imputati, sono state messe a verbale le testimonianze cruciali riguardanti la notte dell'evento. Il testimone Yalçınay Yıldız ha raccontato alla corte le telefonate avvenute tra le parti prima dell'incidente e il successivo momento dell'attacco armato.

È stato riferito che si sono verificati momenti di tensione anche nei corridoi del tribunale prima dell'udienza. Secondo quanto condiviso dal giornalista Emrullah Erdinç, è scoppiata una discussione tra Cemil Kundakçı, padre di Kubilay Kaan Kundakçı, e il testimone Yalçınay Yıldız; le parti sono state calmate grazie all'intervento dei presenti.

Prendendo la parola in aula, Ülker Kundakçı, madre di Kubilay Kaan Kundakçı, ha espresso la sua reazione contro gli imputati, dichiarando di non credere che l'evento si sia svolto come descritto. Kundakçı ha affermato: “Ognuno racconta una versione diversa. Si spara dall'esterno e nessuno dice ‘basta’”.

IL TESTIMONE RACCONTA LA NOTTE DELL'EVENTO

Il testimone Yalçınay Yıldız ha dichiarato che avrebbero dovuto incontrare Aleyna Kalaycıoğlu in uno studio e che avevano chiesto a Kubilay Kaan Kundakçı di accompagnarli. Yıldız ha raccontato che, in quel frangente, c'è stata una conversazione riguardo al fatto che Aleyna Kalaycıoğlu avesse qualcuno nella sua vita, che Vahap Canbay piangeva e che Kubilay, prendendo il telefono, aveva detto: “Sorella, voglio farvi fare pace”.

Yıldız ha affermato di essersi recati allo studio ma di non essere stati fatti entrare, aggiungendo che in seguito hanno parlato al telefono con Aleyna Kalaycıoğlu. Secondo la deposizione di Yıldız, Kalaycıoğlu ha chiesto chi fosse con lui; Yıldız ha risposto: “C'è Kubilay”.

Descrivendo il momento dell'incidente, Yıldız ha detto che dopo un po' è arrivato un veicolo con lampeggianti e ha aggiunto: “All'inizio abbiamo pensato che fosse arrivato un deputato. Una persona con una maglietta bianca è scesa dal veicolo e ha colpito il finestrino dell'auto”. Yıldız ha poi precisato di aver visto un'arma nella mano destra di questa persona.

"La persona dall'altra parte ha detto: “Non vi vedrò più, andatevene a quel paese”. Poi ho sentito uno sparo. Anche Canbay gridava: “Non farlo, non farlo”."

— Testimone Yalçınay Yıldız

Rispondendo alle domande del presidente della corte, Yıldız ha detto che lo stesso veicolo era passato accanto a loro prima dell'incidente. Alla domanda su in quale mano fosse l'arma, ha risposto: “Era nella mano destra, con la sinistra teneva Canbay per il bavero”. Yıldız ha inoltre affermato che Canbay aveva alzato le mani per proteggersi e non stava impugnando l'arma.

Aleyna Kalaycıoğlu, parlando dal banco degli imputati, ha respinto l'accusa di istigazione a delinquere e ha richiesto la scarcerazione. Kalaycıoğlu ha dichiarato: “Non c'è alcuna prova che io abbia istigato. Alaattin può essere così ignorante, ma io non sono senza coscienza. Non ho più la forza di sopportare. Anche io sono una vittima di questo evento”.

Alaattin Kadayıfçıoğlu, nella sua breve difesa, ha affermato: “Chiedo scusa. Non ho altro da aggiungere”. Il pubblico ministero ha richiesto il mantenimento della custodia cautelare per gli imputati detenuti, motivando la richiesta con lo stato attuale delle prove e il contenuto del fascicolo.