Terremoto di Osmaniye, 42 morti: nell'edificio era stata usata 'sabbia di fiume'
Il costruttore e il direttore dei lavori del complesso residenziale di 12 piani, crollato durante il terremoto del 6 febbraio 2023 a Osmaniye causando la morte di 42 persone, saranno processati con una richiesta di condanna fino a 22 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno.
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Si è conclusa l'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Osmaniye nei confronti di Hüner A. (79), costruttore, e Mehmet T. (70), direttore dei lavori, del Çomu Plaza A Blok Apartmanı, un edificio di 12 piani situato nel quartiere Esenevler, crollato durante il terremoto di magnitudo 7,7 con epicentro a Pazarcık, Kahramanmaraş, causando la morte di 42 persone e il ferimento di altre 6.
L'atto d'accusa, preparato con la richiesta di una condanna fino a 22 anni e 6 mesi di reclusione per ciascuno degli imputati con l'accusa di "aver causato la morte e il ferimento di più persone per colpa cosciente", è stato accettato dalla 4ª Corte d'Assise di Osmaniye.
SOSTANZE ESTRANEE NEL CALCESTRUZZO
Nel rapporto dei periti incluso nell'atto d'accusa, si osserva che la qualità del calcestruzzo dell'edificio non era buona e che, durante il prelievo dei campioni (carotaggi), sono state riscontrate all'interno del calcestruzzo sostanze estranee non conformi alla tecnologia del cemento, che avrebbero potuto comprometterne la resistenza.
Il rapporto riferisce che, durante l'operazione di carotaggio, insieme all'acqua è fuoriuscito anche del fango, dimostrando la presenza di una quantità eccessiva di sostanze estranee, in particolare materiali fini, nel calcestruzzo degli elementi in cemento armato.
RESPONSABILITÀ DEL DIRETTORE DEI LAVORI E DEL COSTRUTTORE
Il rapporto, che giunge alla conclusione che il blocco A dell'edificio sia crollato a causa di carenze nella progettazione e nelle specifiche dei materiali, errori di esecuzione e manodopera, nonché inadeguatezze nella supervisione della costruzione, contiene le seguenti dichiarazioni:
"È emerso il parere e la convinzione che, poiché i calcoli statici dell'edificio relativi alle staffe, alle lunghezze di sovrapposizione, al solaio e al sistema portante non erano conformi alle disposizioni del Regolamento sulle strutture da costruire nelle zone sismiche del 1975, siano responsabili l'autore del progetto statico e gli organi che hanno approvato il progetto statico in cemento armato; inoltre, poiché l'attuale resistenza del calcestruzzo non soddisfaceva la classe di calcestruzzo e le condizioni di armatura previste nel progetto statico, sono ritenuti responsabili il direttore dei lavori e il costruttore della struttura."
"SE FOSSERO STATI USATI MATERIALI CARENTI, SAREBBE CROLLATO ANCHE IL BLOCCO B"
Nell'atto d'accusa è riportata la testimonianza del direttore dei lavori, Mehmet T., il quale, affermando di essere responsabile dell'applicazione delle misure, del ferro e del calcestruzzo specificati nel progetto e del controllo della loro corretta esecuzione, ha sostenuto di aver costruito l'edificio utilizzando le tecniche più avanzate di quegli anni.
Sottolineando che nel 1993, anno di costruzione, non esisteva il calcestruzzo preconfezionato e che il cemento veniva colato utilizzando materiali provenienti dal fiume Ceyhan e betoniere, Mehmet T. ha spiegato di essere stato costantemente presente in cantiere durante la fase di costruzione.
Mehmet T. ha sostenuto che non sono stati utilizzati materiali carenti nella costruzione dell'edificio, affermando che, in tal caso, anche il blocco B, rimasto in piedi, sarebbe dovuto crollare.
Nell'atto d'accusa, in cui si afferma che il costruttore Hüner A. e il direttore dei lavori Mehmet T. sono responsabili dei decessi e dei ferimenti nell'appartamento per aver "svolto i lavori in modo contrario alla normativa e alla tecnica edilizia", è stata richiesta la condanna degli imputati per il reato di "aver causato la morte e il ferimento di più persone per colpa cosciente".