Tensione alta nella riunione a porte chiuse del CHP! La risposta di Özgür Özel all'opposizione interna: 'Non ho il comfort di cui godeva Atatürk'

Si sostiene che il leader del CHP, Özgür Özel, abbia respinto la richiesta dell'opposizione interna di tenere una riunione a porte chiuse, dichiarando: 'Non ho il comfort di cui godeva Atatürk'.

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Si è tenuta una riunione a porte chiuse con i parlamentari presso la sede centrale del Partito Repubblicano del Popolo (CHP).

Mentre veniva definita la tabella di marcia per le discussioni sul bilancio centrale del 2025 nell'Assemblea Generale della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM), sono state pianificate anche le visite dei parlamentari nelle province.

Secondo quanto riportato da Eray Görgülü su Ekol TV, la tensione è salita durante la riunione dopo che sono stati assegnati gli incarichi relativi alle discussioni sul bilancio e alle visite sul campo.

Secondo le informazioni ottenute, al termine della riunione, alcuni parlamentari appartenenti all'opposizione interna hanno richiesto lo svolgimento di una riunione di gruppo a porte chiuse in cui discutere le politiche del partito. Il deputato del CHP per Kahramanmaraş, Ali Öztunç, ha ricordato le parole di Atatürk: "Quando vedete un errore nel partito, dovete criticarlo".

"NON RILASCIATE DICHIARAZIONI TRAMITE I SOCIAL MEDIA"

In risposta a queste parole, si sostiene che il leader del CHP, Özgür Özel, abbia affermato: "Non ho il comfort di cui godeva Atatürk. A quel tempo non esistevano i social media. Non rilasciate dichiarazioni tramite i social media".

"CI SEPAREREMO"

Si sostiene inoltre che, proseguendo nel suo intervento, Özel abbia usato un tono più duro, dichiarando che se le critiche fossero continuate, "ci separeremo". Özel ha anche precisato di non ritenere opportuna la richiesta di tenere una riunione di gruppo a porte chiuse per discutere le politiche interne del partito.

Tuttavia, è emerso che nei prossimi giorni verrà pianificata una riunione di gruppo a porte chiuse in cui si discuterà di politica estera, con particolare attenzione agli sviluppi in Siria.