Tassa sulla posizione dall'AKP: multa doppia per chi non paga!
Le aziende che condividono i propri indirizzi su Internet dovranno pagare una 'tassa' per il fatto di condividere le informazioni sulla 'posizione'. Dalla pizzeria al sarto, tutte le attività, grandi e piccole, dovranno pagare per aver 'utilizzato la mappa'. Chi non pagherà la 'tassa sulla posizione' sarà soggetto a una multa doppia.
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Mentre i prezzi di ogni cosa, dal più piccolo al più grande, continuano a salire, la gestione economica ha aggiunto una nuova mossa alla sua strategia fiscale.
LE AZIENDE DOVRANNO CHIEDERE L'AUTORIZZAZIONE AL MINISTERO PER CONDIVIDERE LA POSIZIONE
È in corso una modifica alla legge sui Sistemi Informativi Geografici (CBS) e ad alcune altre leggi. Con questa modifica, le aziende private e le persone fisiche dovranno ottenere l'autorizzazione dal Ministero dell'Ambiente, dell'Urbanizzazione e del Cambiamento Climatico per poter utilizzare i dati geografici relativi alla Turchia.
MULTA PER CHI CONDIVIDE LA POSIZIONE SENZA AUTORIZZAZIONE!
Coloro che condividono la posizione dovranno pagare una tassa di autorizzazione annuale compresa tra 1.750 TL e 1,75 milioni di TL. A chi condivide senza autorizzazione verrà inflitta una multa pari al doppio dell'importo dovuto. L'obiettivo di reddito annuale è di circa 30 miliardi di TL.
Secondo quanto riportato da Ferit Parlak del quotidiano Dünya, la tassa di autorizzazione stabilita per le aziende straniere sarà più elevata e il calcolo verrà effettuato in base ai dati finanziari dell'azienda.
Alle aziende che non presenteranno domanda di autorizzazione verrà applicata una sanzione amministrativa pari al doppio della tassa di autorizzazione. Tuttavia, il pagamento della multa non esimerà dall'obbligo di ottenere l'autorizzazione. Inoltre, le aziende in possesso di una licenza di distribuzione di gas naturale saranno esentate dall'obbligo di ottenere l'autorizzazione per i dati geografici.
RIFLESSI SULLE AZIENDE LOCALI E STRANIERE
La nuova normativa è oggetto di critiche poiché potrebbe creare disparità tra le aziende straniere e quelle locali. In particolare, il fatto che grandi aziende straniere come Google, Apple e Yandex debbano pagare la stessa tassa di autorizzazione delle aziende locali solleva preoccupazioni riguardo a una possibile concorrenza sleale per queste ultime. Inoltre, vengono espresse preoccupazioni sul fatto che le aziende locali saranno sottoposte a controlli più rigorosi riguardo alla raccolta e alla condivisione dei dati, mentre tali controlli potrebbero essere più blandi per le aziende straniere.
Questa normativa mira a monitorare in modo più sistematico la produzione e la condivisione dei dati geografici e a prevenire la duplicazione della produzione di dati.
NON HA ESEMPI AL MONDO
Alim Küçükpehlivan, presidente della società di software locale Başarsoft, ha dichiarato che la proposta di legge omnibus, attualmente in discussione presso la Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM), comporterà un onere aggiuntivo per tutte le imprese, a partire dai piccoli commercianti.
Parlando a Sözcü, Küçükpehlivan ha affermato che la normativa che si intende introdurre non ha eguali al mondo e che in nessun altro Paese le aziende sono tenute a pagare una tassa di licenza o vengono multate per aver condiviso la propria posizione. Sottolineando che la tassa di licenza per aziende straniere come Google, Apple e Yandex è stata ridotta, Küçükpehlivan ha evidenziato che ciò creerà un problema di concorrenza sleale per le aziende locali.