Smentita del tribunale alle dichiarazioni di Akın Gürlek: l'atto d'accusa per 'spionaggio' non è ancora stato accettato

È emerso che l'atto d'accusa, che il Ministro della Giustizia Akın Gürlek aveva dichiarato essere stato 'accettato' durante una trasmissione in diretta, non è ancora stato approvato dal tribunale, poiché la revisione mensile della detenzione è ancora effettuata dal Giudice di Pace penale anziché dalla Corte d'Assise.

12punto

Il Ministro Gürlek, durante una trasmissione in diretta su A Haber, ha dichiarato che "l'atto d'accusa per spionaggio è stato accettato", tuttavia è emerso che la revisione mensile della detenzione odierna non è stata condotta dalla 25ª Corte d'Assise di Istanbul, bensì dal 10° Giudice di Pace penale di Istanbul.

Il giudice ha deciso per il mantenimento dello stato di detenzione di Ekrem İmamoğlu, Merdan Yanardağ, Necati Özkan e Hüseyin Gün, motivando la decisione con l'assenza di "motivi che richiedano la cessazione dello stato di detenzione".

Nell'ambito dell'inchiesta per "spionaggio" condotta dalla Procura della Repubblica di Istanbul, Ekrem İmamoğlu, Merdan Yanardağ, Necati Özkan e Hüseyin Gün erano stati arrestati. Nell'atto d'accusa preparato, era stata richiesta la condanna di İmamoğlu, Özkan, Gün e Yanardağ per il reato di "spionaggio politico". L'atto d'accusa era stato inviato alla 25ª Corte d'Assise di Istanbul.

L'ATTO D'ACCUSA NON È ANCORA STATO ACCETTATO

L'ex Procuratore Capo di Istanbul e attuale Ministro della Giustizia Akın Gürlek, durante la trasmissione in diretta su A Haber di questa sera, ha affermato che l'atto d'accusa per "spionaggio" è stato accettato. Tuttavia, è emerso che l'atto d'accusa non è ancora stato accettato e che, per questo motivo, la revisione mensile della detenzione è stata effettuata dal Giudice di Pace penale.

Mentre Ekrem İmamoğlu, Necati Özkan e Merdan Yanardağ non hanno partecipato alla revisione della detenzione effettuata oggi dal 10° Giudice di Pace penale di Istanbul, i loro avvocati erano presenti. Hüseyin Gün, intervenendo durante la revisione, ha respinto le accuse a suo carico e ha richiesto la scarcerazione.

Il giudice ha deciso per il mantenimento dello stato di detenzione di İmamoğlu, Özkan, Yanardağ e Gün.

"NON ESISTONO MOTIVI CHE RICHIEDANO LA CESSAZIONE DELLO STATO DI DETENZIONE"

Nella decisione si legge quanto segue:

"Valutando congiuntamente la natura e il carattere del reato contestato agli indagati, il contenuto dei verbali redatti dagli agenti di polizia in relazione all'evento e tutti gli atti e documenti contenuti nel fascicolo preparatorio, data la presenza di prove concrete che indicano un forte sospetto di colpevolezza riguardo al reato contestato, lo stato attuale delle prove, i limiti minimi e massimi della pena detentiva previsti dalla legge per il reato contestato e l'entità della pena che potrebbe essere inflitta in caso di accertamento della colpevolezza, la presenza di un forte sospetto di fuga e occultamento, nonché il tempo trascorso in detenzione dagli indagati, si è ritenuto che non vi siano motivi che richiedano la cessazione dello stato di detenzione, che i motivi che hanno giustificato l'arresto non sono venuti meno e che l'applicazione di misure di controllo giudiziario non sarebbe sufficiente."