Sentenza esemplare sugli insulti al tenente Ebru: 'Contraria alla procedura e alla legge'
La decisione di non procedere in merito agli insulti rivolti sui social media al tenente Ebru Eroğlu – che si è diplomata prima all'Accademia Militare e, dopo la cerimonia, ha incrociato le spade con i suoi commilitoni recitando il Giuramento degli Ufficiali e dichiarando: "Siamo i soldati di Mustafa Kemal" – è stata annullata dall'8ª Corte Penale di Pace di Istanbul con una sentenza esemplare.
12punto
Müyesser YILDIZ
In seguito allo scandalo rivelato dal giornalista Barış Terkoğlu, l'8ª Corte Penale di Pace di Istanbul, esaminando il ricorso presentato dall'avvocato di Ebru Eroğlu, Namık Öztürk, e la richiesta di apertura di un procedimento penale, ha innanzitutto ricordato i doveri del Pubblico Ministero:
“L'articolo 160 del Codice di Procedura Penale (CMK) stabilisce che 'il compito del Pubblico Ministero è quello di iniziare immediatamente a indagare sulla verità dei fatti, a seguito di una denuncia o querela, per decidere se vi siano gli estremi per l'apertura di un procedimento penale'.
A tal fine, il Pubblico Ministero avrebbe dovuto inviare una notifica alle istituzioni competenti per identificare la reale identità del sospettato e, una volta identificato, convocarlo presso la Procura per rendere dichiarazioni. Invece, la decisione basata su una valutazione effettuata esclusivamente sugli atti, senza compiere alcuna operazione giudiziaria, senza alcuna indagine o inchiesta, è contraria alla procedura e alla legge.
Il valore giuridico tutelato dalla punizione degli atti di ingiuria è l'onore, la dignità e la reputazione delle persone; affinché questo reato si configuri, il comportamento deve essere finalizzato a umiliare la persona.
Se un'azione sia offensiva o meno è, in alcuni casi, relativo e può variare a seconda del tempo, del luogo e della situazione. Non ogni critica aspra o parola fastidiosa rivolta alle persone deve essere valutata nel contesto del reato di ingiuria; è necessario che le parole costituiscano chiaramente un atto concreto o un'attribuzione di fatti in grado di ledere l'onore, la dignità e la reputazione, o che configurino l'atto di ingiuriare.
Anche nella giurisprudenza della Corte di Cassazione si afferma che 'spetta al tribunale valutare se i contenuti condivisi dal sospettato siano, per loro natura, offensivi, umilianti e lesivi della reputazione della controparte, e se contengano l'intento di offendere'. Pertanto, si è ritenuto che la valutazione e il giudizio sulla sussistenza degli elementi costitutivi dei reati di ingiuria e minaccia a carico del sospettato debbano essere effettuati dal tribunale competente...”
Dopo queste constatazioni, è stato dichiarato che il ricorso dell'avv. Namık Öztürk, conforme alla procedura e alla legge, è stato accolto;
“È stato deciso in via definitiva l'annullamento della decisione di non luogo a procedere della Procura della Repubblica di İstanbul Anadolu, datata 21 ottobre 2024, la notifica della decisione alle parti da parte della Procura della Repubblica di İstanbul Anadolu e l'invio del fascicolo d'indagine alla Procura della Repubblica di Anadolu per i provvedimenti necessari”.
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