Sentenza della Corte di Cassazione sul 'bacio sulla guancia': era stata inflitta una pena di 2 anni e 1 mese di reclusione

Un uomo che ha baciato sulla guancia la giovane amica della moglie è stato condannato per 'aggressione sessuale tramite molestia'. La Corte di Cassazione, in seguito al ricorso presentato, ha ritenuto eccessiva la pena di 2 anni e 1 mese di reclusione, considerando che l'atto del bacio è stato di breve durata, improvviso e intermittente.

İHA

Un uomo che ha baciato sulla guancia la giovane amica della moglie è stato condannato per il reato di 'aggressione sessuale tramite molestia'. Valutando il ricorso presentato dall'avvocato dell'imputato, la Corte di Cassazione ha ritenuto eccessiva la pena di 2 anni e 1 mese di reclusione, considerando che l'atto del bacio è stato di breve durata, improvviso e intermittente.

Una donna di nome L.Z. aveva lasciato sua figlia a casa di un'amica. Poco dopo, S.T. ha inseguito L.Z. e, baciandola sulla guancia, le ha detto: 'Hai una guancia dolce'. In seguito alla denuncia della giovane donna, è stato avviato un processo contro S.T. per il reato di 'aggressione sessuale'. Il tribunale, giungendo alla convinzione che l'imputato avesse commesso il reato di aggressione sessuale, ha annunciato la condanna a 2 anni e 1 mese di reclusione, oltre all'interdizione dai pubblici uffici, in conformità con il primo comma dell'articolo 102, il primo comma dell'articolo 62 e il primo comma dell'articolo 53 del Codice Penale Turco n. 5237.

L'avvocato dell'imputato ha presentato ricorso contro la sentenza, sostenendo che l'atto non si fosse verificato, che il luogo e il momento indicati come scena del crimine non avessero permesso la commissione del reato, che non fosse stato effettuato alcun sopralluogo, che l'imputato non avesse precedenti penali per reati simili, che i testimoni non avessero una conoscenza diretta dei fatti e che la condanna fosse stata emessa senza prove concrete.

La 9ª Sezione Penale della Corte di Cassazione ha ritenuto eccessiva la pena inflitta all'imputato. Nella sentenza si legge quanto segue:

"In base all'intero fascicolo, si è ritenuto che l'azione dell'imputato, consistente nell'afferrare la vittima maggiorenne e baciarla sulla guancia il giorno dell'evento, costituisca il reato di aggressione sessuale tramite molestia, disciplinato dalla seconda frase del primo comma dell'articolo 102 della Legge n. 5237, a causa della sua natura di breve durata, improvvisa e intermittente. Pertanto, è stato giudicato contrario alla legge determinare una pena eccessiva senza tenere conto di tale circostanza. Poiché la richiesta di ricorso del difensore dell'imputato è stata ritenuta fondata, è stata disposta l'annullamento della sentenza all'unanimità."