Sentenza della Corte Costituzionale sulla 'libertà di espressione': Rasim Ozan Kütahyalı perde la causa sul termine 'FETÖ'

Rasim Ozan Kütahyalı, figura vicina al governo, ha perso la causa intentata contro l'ex presidente dello YARSAV, Ömer Faruk Eminağaoğlu, che lo aveva definito un 'membro del FETÖ'. Eminağaoğlu, inizialmente condannato dal tribunale, è stato assolto dopo un nuovo processo a seguito della decisione della Corte Costituzionale (AYM) che ha ravvisato una 'violazione dei diritti'. La Corte, al termine dell'esame, ha stabilito che 'la libertà di espressione garantita dall'articolo 26 della Costituzione è stata violata'.

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L'ex presidente dell'Unione dei Giudici e dei Pubblici Ministeri (YARSAV), Ömer Faruk Eminağaoğlu, il 29 novembre 2019, in un post sul suo account social relativo a un articolo del giornalista filogovernativo Rasim Ozan Kütahyalı intitolato "Lettera aperta a Hocaefendi!", aveva utilizzato le seguenti espressioni: "Nagehan Alçı parla, ma Rasim Ozan Kütahyalı tace? Perché questi membri del FETÖ sono ancora in libertà... C'è qualcuno che può spiegarmelo...".

In seguito a questo post, su denuncia di Rasim Ozan Kütahyalı e Nagehan Alçı, è stato avviato un processo contro Eminağaoğlu presso il 43° Tribunale Penale di Istanbul. Durante il processo, mentre Nagehan Alçı ha ritirato la querela, il tribunale ha condannato Eminağaoğlu a una multa giudiziaria di 1.740 lire turche per il reato di "diffamazione tramite comunicazione vocale, scritta o visiva".

'VIOLATA LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE'

Eminağaoğlu ha presentato ricorso contro la decisione del tribunale locale presso la Corte Costituzionale. Nella sua istanza, ha sostenuto che "i querelanti pronunciavano parole di elogio a favore di Fethullah Gülen prima del 15 luglio ed è naturale che vengano criticati", argomentando che le espressioni utilizzate dovrebbero essere valutate nell'ambito della libertà di espressione.

Secondo quanto riportato da Birgün, la Corte Costituzionale, al termine dell'esame, ha deciso che "la libertà di espressione garantita dall'articolo 26 della Costituzione è stata violata".

SENTENZA DI ASSOLUZIONE DAL TRIBUNALE

In linea con la decisione di violazione della Corte Costituzionale, il caso è stato riesaminato. Nell'udienza tenutasi il 5 febbraio 2026 presso il 43° Tribunale Penale di Istanbul, il pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione, dichiarando che le espressioni in questione rientravano nei limiti della libertà di espressione. Il tribunale ha emesso una sentenza di assoluzione per Ömer Faruk Eminağaoğlu con la motivazione che "non si sono configurati gli elementi costitutivi del reato".