Sentenza della Corte Costituzionale sul CİMER: annullato perché incostituzionale

La Corte Costituzionale ha spiegato le motivazioni della sentenza nel comunicato stampa relativo all'"Annullamento della norma che prevede che le procedure e i principi di funzionamento del CİMER siano determinati da un regolamento emanato dal Presidente".

12punto

La Corte Costituzionale ha annullato il Decreto Presidenziale n. 101, che consentiva di presentare istanze alle istituzioni e agli enti pubblici tramite la piattaforma CİMER

Nel comunicato stampa diffuso dalla Corte Costituzionale, le motivazioni della richiesta di annullamento sono state spiegate come segue:

"È STATO SOSTENUTO CHE SIA INCOSTITUZIONALE"

"Nel ricorso si afferma in sintesi che: la norma, riguardante la libertà di ricerca dei diritti, il diritto di petizione e il diritto di accesso alle informazioni, contiene disposizioni in un'area vietata che non può essere regolata tramite decreto presidenziale (CBK); le disposizioni che prevedono limitazioni ai diritti e alle libertà fondamentali devono essere fatte esclusivamente per legge; la norma regola questioni già chiaramente disciplinate dalla legge; e non è prevedibile né per i cittadini né per l'amministrazione, sostenendo quindi che la norma sia contraria alla Costituzione."

Nella valutazione della Corte sono state incluse le seguenti espressioni:

"NON PUÒ ESSERE REGOLATO TRAMITE DECRETO PRESIDENZIALE"

L'articolo 74 della Costituzione garantisce il diritto di petizione e il diritto di accesso alle informazioni. L'articolo 104 della Costituzione stabilisce che i diritti fondamentali, i diritti e i doveri della persona, nonché i diritti e i doveri politici contenuti nella Prima e Seconda Sezione della Seconda Parte e nella Quarta Sezione della Costituzione non possono essere regolati tramite CBK. Considerando lo scopo dell'istituzione previsto dalla norma oggetto del ricorso, si è osservato che i compiti assunti e le attività svolte dal CİMER rientrano nell'ambito del diritto di petizione e del diritto di accesso alle informazioni garantiti dall'articolo 74 della Costituzione. Pertanto, è emerso che la norma contenente disposizioni relative al diritto di petizione e al diritto di accesso alle informazioni riguarda un'area vietata che non può essere regolata tramite CBK.

D'altra parte, può emergere una relazione significativa tra il diritto di accesso alle informazioni e molti altri diritti e libertà fondamentali garantiti dalla Costituzione, in particolare la libertà di espressione, che rientrano nell'area vietata non regolabile tramite CBK. In questo contesto, è stato valutato che le disposizioni relative al diritto di accesso alle informazioni, a causa della loro portata, potrebbero in alcuni casi produrre effetti e conseguenze anche per altri diritti e libertà fondamentali che rientrano nell'area vietata in relazione a questo diritto.

Per le ragioni sopra esposte, la Corte Costituzionale ha deciso che la norma è contraria alla Costituzione e ne ha disposto l'annullamento.

È NECESSARIA UNA REGOLAMENTAZIONE

Mentre la Corte Costituzionale ha stabilito che l'annullamento entrerà in vigore nove mesi dopo la pubblicazione della decisione nella Gazzetta Ufficiale, sarà necessaria una regolamentazione legislativa affinché l'applicazione possa continuare.