Rivelati i dettagli dell'atto d'accusa sull'incendio del nightclub di Beşiktaş in cui sono morte 29 persone

Sono emersi i dettagli dell'atto d'accusa redatto contro 9 sospettati per l'incendio scoppiato durante i lavori di ristrutturazione in un nightclub di Beşiktaş, costato la vita a 29 persone. Gli imputati rischiano fino a 22 anni e 6 mesi di reclusione per "aver causato la morte e il ferimento di più persone per colpa cosciente".

12punto

Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, 29 persone sono indicate come "vittime", 27 come "parti lese" e 9 come "imputati".

Nel documento si afferma che, in seguito alla segnalazione dell'incendio scoppiato il 2 aprile intorno alle 12:35 nel locale denominato "Masquerade", sono state inviate sul posto squadre dei vigili del fuoco e personale sanitario, e che i vigili del fuoco hanno tratto in salvo le persone rimaste intrappolate all'interno, precisando che 29 persone hanno perso la vita nel rogo.

L'atto d'accusa rileva che la parte lesa e sospettata Ercan Erkan, insieme a Usamettin Yıldırım e Gülden Taşpınar, sono rimasti intossicati dal fumo e feriti. Dalle indagini condotte dalla procura e dal collegio di periti sul luogo dell'incidente, è emerso che i proprietari del nightclub sono Şahzade Şekergümüş, Fatma Dörtgül e Mehmet Menduh Ceylan, mentre il direttore responsabile è İsmet Şen.

Nell'atto d'accusa si specifica che gli addetti ai lavori in metallo durante la ristrutturazione erano Çağatay Altunel e Kahraman Erdem, che Dursun Çelik e Sibel Çelik sono i titolari dell'azienda che ha installato le sedie con sistema a sollevamento idraulico nel locale, e che İbrahim Bildirici era responsabile dei lavori di ristrutturazione e riparazione dell'attività.

NON SONO STATE RISPETTATE LE NORMATIVE

Nel rapporto preliminare dei periti redatto all'inizio delle indagini, si indicava che Şekergümüş, Dörtgül e Ceylan, in qualità di proprietari, dovevano essere definiti "datori di lavoro", İsmet Şen "rappresentante del datore di lavoro", Erdem e Altunel "proprietari dell'attività" in quanto titolari della ditta che eseguiva i lavori, e Dursun Çelik "subappaltatore". È stato inoltre espresso il parere che Şekergümüş, Dörtgül e Ceylan fossero colpevoli per non aver fornito la formazione necessaria ai lavoratori temporanei, contravvenendo alle disposizioni della Legge sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro riguardanti gli "obblighi generali del datore di lavoro", insieme al rappresentante Şen, Altunel, Erdem e Çelik.

L'atto d'accusa riporta che 7 sospettati, ritenuti colpevoli, e Sibel Çelik erano stati arrestati, ma che quest'ultima è stata successivamente rilasciata in seguito a un ricorso contro la detenzione. Viene inoltre citato il rapporto sull'incendio redatto in merito all'evento.

Secondo il rapporto, dopo lo spegnimento dell'incendio, l'ispezione ha rivelato gravi danni e deformazioni causati dal fuoco a circa 15 metri dall'ingresso della zona di accettazione merci. In quest'area sono stati rinvenuti utensili elettrici utilizzati per la ristrutturazione, come una saldatrice elettrica e una troncatrice per metalli ancora collegata alla presa, oltre a numerose bombole di ossigeno di tipo industriale.

Secondo le registrazioni delle telecamere di sicurezza, l'incendio è iniziato alle 12:44. L'atto d'accusa sottolinea che le scintille sprigionate dalla saldatrice elettrica durante i lavori di saldatura, eseguiti nell'area di accesso al palco e vicino ai palchi sul lato destro, a circa 15 metri dall'ingresso merci, hanno incendiato materiali facilmente infiammabili come isolanti acustici, rivestimenti e pavimentazioni, causando una rapida propagazione delle fiamme. Si evidenzia inoltre che, mentre i dipendenti tentavano di spegnere il fuoco con estintori portatili, si è formata una densa coltre di fumo e l'elettricità è stata interrotta.

Nell'atto d'accusa si sottolinea che nel locale non erano presenti luci di emergenza né segnaletica di orientamento, e che il sistema antincendio a sprinkler e gli idranti non erano funzionanti. Dopo lo spegnimento da parte dei vigili del fuoco, sono stati rinvenuti i corpi di diverse persone in vari punti del nightclub.

Il rapporto del collegio di periti, incluso nell'atto d'accusa, segnala la mancata osservanza della clausola sulla "sorveglianza sanitaria" della Legge sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, nonché delle norme sulla "Formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro", "tempi di formazione" e "piani di emergenza, lotta antincendio e primo soccorso" previste dal Regolamento sulle procedure e i principi della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L'ANALISI DEI RISCHI E IL PIANO DI EMERGENZA NON ERANO ADEGUATI ALLA RISTRUTTURAZIONE

Il rapporto indica inoltre che non sono state rispettate le disposizioni del Regolamento sulle condizioni di salute e sicurezza nell'uso delle attrezzature di lavoro e del Regolamento sulla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro. Di conseguenza, è stato stabilito che l'analisi dei rischi e il piano di emergenza dell'attività non erano adeguati ai lavori di ristrutturazione in corso.

Il rapporto dei periti, che contiene rilievi sul fatto che i sistemi di illuminazione e orientamento di emergenza fossero stati disattivati a causa dei lavori, che il sistema sprinkler non funzionasse durante l'incendio e che non fossero state adottate le precauzioni necessarie, conclude che gli indagati sono responsabili dell'accaduto.

L'ENFASI SULLA "PREVEDIBILITÀ DELL'INCENDIO"

Nell'atto d'accusa, valutando congiuntamente il mancato funzionamento dei sistemi antincendio, l'assenza di luci di emergenza e di segnaletica, si afferma che l'incendio era prevedibile in un nightclub dove si stavano svolgendo lavori di ristrutturazione con saldatrici elettriche in presenza di materiali altamente infiammabili. "Tuttavia, si è formata in noi la convinzione che gli indagati abbiano agito in violazione del dovere di diligenza, causando volontariamente un risultato prevedibile ma non voluto, e che pertanto l'azione contestata agli indagati contenga l'elemento soggettivo della colpa cosciente".

L'atto d'accusa precisa che non è stata riscontrata alcuna colpa nel rapporto dei periti per il cassiere Salim Arslan, l'esperto di pubbliche relazioni Arda Arman Perihan e la parte lesa e sospettata Ercan Erkan, ferito nell'incendio. Viene inoltre registrato che la parte lesa Usame Yıldırım e il vigile del fuoco Fatih Aşçı, ferito durante l'intervento, non hanno sporto denuncia.

Nell'atto d'accusa si informa inoltre che le indagini su altri sospettati, tra cui gli ex vicepresidenti del Comune di Beşiktaş, il direttore del controllo delle licenze, il vice capo dei vigili del fuoco della Municipalità Metropolitana di Istanbul e il comandante della polizia municipale, sono condotte in un fascicolo separato.

Per gli imputati Kahraman Erdem, Çağatay Altunel, Şahzade Şekergümüş, Fatma Dörtgül, Mehmet Memduh Ceylan, İsmet Şen, Dursun Çelik, Sibel Çelik e İbrahim Bildirici è stata richiesta una condanna da 2 anni e 8 mesi fino a 22 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di "aver causato la morte e il ferimento di più persone per colpa cosciente".

L'atto d'accusa è stato accettato dalla 33ª Corte d'Assise di Istanbul.

Gli imputati compariranno davanti al giudice nei prossimi giorni.