Richiesta di condanna definita per l'attentato terroristico di Istiklal Caddesi

Domani proseguirà il processo a carico dei 36 imputati per l'attentato terroristico avvenuto in Istiklal Caddesi, tra cui Ahlam Albashır, l'autrice materiale che ha piazzato l'ordigno. Durante l'udienza è attesa la presentazione della requisitoria da parte della procura.

İHA

Domenica 13 novembre 2022, un attentato terroristico con ordigno esplosivo è stato compiuto in Istiklal Caddesi, nel quartiere di Beyoğlu; nell'evento 6 persone hanno perso la vita e 99 sono rimaste ferite.

Il processo relativo all'accaduto proseguirà domani alle ore 10.00 presso la 13ª Corte d'Assise di Istanbul.

D'altra parte, nell'udienza precedente, la corte aveva annunciato la decisione interlocutoria, confermando la custodia cautelare per 18 imputati, tra cui Ahlam Albashir, l'autrice che ha piazzato la bomba. Inoltre, era stato disposto l'invio del fascicolo al Pubblico Ministero per la preparazione della requisitoria. Nell'udienza di domani, si prevede che il Pubblico Ministero esponga le proprie conclusioni nel merito.

DALL'ATTO DI ACCUSA

Nell'atto di accusa di 154 pagine preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul per i 36 imputati, viene registrato che, a seguito dell'azione terroristica pianificata dagli elementi dell'YPG/PYD, estensione siriana dell'organizzazione terroristica armata PKK/KCK, che mira a fondare un cosiddetto Stato curdo indipendente, unito e democratico in linea con i principi marxisti-leninisti sui territori di Siria, Iran e Iraq, e che punta a creare sensazionalismo attentando alla vita di civili come già dimostrato molte volte in passato, 6 cittadini civili hanno perso la vita: la piccola Ecrin Meydan e suo padre Yusuf Meydan, Adem Topkara con sua moglie Mukaddes Elif Topkara, e Arzu Özsoy con sua figlia Yağmur Uçar; inoltre, numerose persone sono rimaste ferite e molti esercizi commerciali hanno subito danni materiali. Sono stati ricostruiti con precisione gli orari in cui Ahlam Albashır ha piazzato la bomba.

Nell'atto di accusa, in cui si specifica che le indagini sull'evento sono state avviate immediatamente, viene riportato che, dalle immagini delle telecamere esaminate, la donna, che indossava stivali neri, pantaloni mimetici, un pile color kaki e una giacca di pelle nera, con un velo nero accuratamente annodato e una mascherina, è scesa da un veicolo bianco davanti al Centro Culturale Atatürk in Piazza Taksim circa un'ora prima dell'evento, intorno alle 15.16, con uno zaino marrone sulle spalle e buste in mano, incamminandosi verso Istiklal Caddesi; è entrata in Istiklal Caddesi alle 15.19, alle 15.21 è entrata in un negozio di cosmetici all'ingresso della via per fare acquisti, alle 15.26 è uscita dal negozio con lo zaino e le buste, ha continuato a camminare lungo la via e alle 15.30 si è seduta sulle panchine dove sarebbe avvenuta l'esplosione, posizionando accanto a sé le buste e lo zaino; alle 16.11 ha lasciato lo zaino e le buste sulla panchina e ha iniziato a camminare verso Piazza Taksim, e alle 16.13 si è verificata la grave esplosione sull'angolo della panchina, utilizzata come seduta in mosaico e fissata con griglie di legno sul davanti, nel punto in cui si univa a un vaso di fiori in cemento e mosaico sul lato della strada.

RICHIESTA DI CONDANNA A 3 MILA E 9 ANNI

Nell'atto di accusa preparato, per Albashır è stata richiesta una condanna complessiva a 7 ergastoli aggravati e una pena detentiva da 1.949 anni e 6 mesi fino a 3.009 anni, per i reati di 'sovvertimento dell'unità dello Stato e dell'integrità del Paese' (ergastolo aggravato), 'appartenenza a organizzazione terroristica armata' (da 7 anni e 6 mesi a 15 anni), 'omicidio volontario aggravato di un minore mediante esplosivo' (ergastolo aggravato), 'omicidio volontario aggravato mediante esplosivo' (5 volte l'ergastolo aggravato), 'tentato omicidio volontario aggravato mediante esplosivo' nei confronti di 99 persone (da 1.930 anni e 6 mesi a 2.970 anni) e 'detenzione o scambio non autorizzato di sostanze pericolose' (da 12 a 24 anni). Nell'atto di accusa, per gli altri sospettati, tra cui il latitante Cemil Bayık, uno dei leader dell'organizzazione, è stata richiesta la condanna a 7 ergastoli aggravati ciascuno e una pena detentiva da 1.938 anni a 3.016 anni e 6 mesi.