Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il "Regolamento sull'esercizio della libera professione per gli operatori sanitari"

Il "Regolamento sull'esercizio della libera professione per gli operatori sanitari", preparato dal Ministero della Salute, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

AA

Secondo le informazioni fornite dal Ministero in merito al regolamento, elaborato per contribuire a rendere i servizi sanitari più diffusi, accessibili, efficaci ed efficienti, gli operatori sanitari quali logopedisti, dietisti, ostetriche, terapisti occupazionali, fisioterapisti, infermieri e personale sanitario equivalente, psicologi clinici, audiologi e podologi potranno esercitare la propria professione in autonomia, nell'ambito delle proprie competenze professionali, previa autorizzazione del Ministero della Salute e sotto la denominazione di "unità di servizio professionale sanitario".

In questo modo, alle ostetriche, agli infermieri e agli operatori sanitari laureati in sanità pubblica, che potevano già esercitare la professione privatamente nell'ambito della "Circolare sugli ambulatori sanitari", sono stati aggiunti anche le ostetriche e gli operatori sanitari equivalenti agli infermieri.

Secondo il regolamento, un massimo di tre operatori sanitari con lo stesso titolo professionale potrà riunirsi per aprire un'unità di servizio sanitario congiunta; l'autorizzazione per tale unità sarà rilasciata separatamente per ciascun operatore sanitario.

Con l'apertura delle nuove unità di servizio sanitario, oltre a creare opportunità di impiego per le professioni in questione, si genereranno sbocchi lavorativi anche in settori di supporto come il personale amministrativo, le segreterie e gli addetti alle pulizie. Nell'unità di servizio sanitario, accanto al fisioterapista potrà lavorare un tecnico della fisioterapia, accanto allo psicologo clinico uno psicologo, accanto all'audiologo un tecnico audiometrista e accanto al terapista occupazionale un tecnico della terapia occupazionale.

NON SARÀ POSSIBILE EFFETTUARE PRATICHE MEDICHE AL DI FUORI DELLE PROPRIE COMPETENZE

Con il regolamento, nelle unità di servizio sanitario sarà possibile fornire prestazioni esclusivamente nell'ambito delle competenze professionali e i servizi saranno erogati in conformità con il piano terapeutico o la prescrizione formulata dal medico per i pazienti che hanno ricevuto una diagnosi. Non sarà possibile vendere farmaci, presidi medici, prodotti cosmetici o integratori alimentari, né effettuare alcuna pratica medica al di fuori delle proprie competenze.

Con l'apertura delle unità di servizio sanitario, le prestazioni non rimarranno limitate ai soli ospedali, ma saranno estese a livello territoriale e individuale, soddisfacendo le richieste di chi desidera ricevere assistenza sanitaria privatamente al di fuori delle strutture pubbliche. Inoltre, si punta a far sì che queste nuove unità contribuiscano a ridurre il sovraffollamento e i tempi di attesa dei pazienti presso le istituzioni sanitarie nelle rispettive branche.

Secondo gli standard stabiliti dal regolamento, ogni unità di servizio sanitario dovrà essere dotata delle attrezzature necessarie, i servizi forniti dovranno essere registrati e gli operatori sanitari saranno tenuti a informare i pazienti e a ottenere il loro consenso prima di ogni procedura.

I diritti dei pazienti saranno tutelati e i meccanismi per richieste, reclami e suggerimenti relativi al servizio saranno chiari e accessibili. In ogni unità di servizio sanitario sarà obbligatoria l'esposizione di un codice QR integrato contenente la dicitura "Centro di contatto del Ministero della Salute della Repubblica di Turchia (SABİM) ALO 184".

L'insegna dell'unità di servizio sanitario dovrà obbligatoriamente riportare la dicitura "unità di servizio sanitario professionale privata". Queste unità, autorizzate dal Ministero della Salute, saranno soggette a controllo e monitoraggio. I servizi sanitari professionali offerti privatamente saranno supervisionati dal Ministero della Salute.

Per il controllo delle indicazioni e delle pratiche mediche, saranno istituite commissioni di vigilanza composte da almeno tre esperti provenienti dalle istituzioni e dagli enti sanitari dipendenti dal Ministero e dalle università. Tali commissioni valuteranno la conformità delle pratiche alla normativa ed esamineranno regolarmente le attività degli operatori sanitari.