Reazione del Ministero degli Esteri al Rapporto 2025 del PE sulla Turchia: era stata chiesta una sanzione contro Akın Gürlek
Il rapporto del Parlamento Europeo sulla Turchia, che include anche la clausola che prevede l'applicazione di sanzioni contro il Ministro della Giustizia Akın Gürlek, è stato approvato con 381 voti favorevoli. Durante la votazione, 107 deputati hanno votato contro, mentre 171 membri si sono astenuti. La reazione di Ankara al rapporto non si è fatta attendere.
12punto
Il Ministero degli Esteri ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito al Rapporto 2025 sulla Turchia, approvato dall'Assemblea Generale del Parlamento Europeo (PE). Nella dichiarazione si legge: "Il rapporto contiene valutazioni che non corrispondono alla realtà, basate su affermazioni prive di fondamento e disinformazione da parte di ambienti ostili al nostro Paese".
Il Ministero ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito al Rapporto 2025 sulla Turchia, approvato oggi dall'Assemblea Generale del PE.
Nella dichiarazione, in cui è stata utilizzata l'espressione "(Il rapporto) contiene valutazioni che non corrispondono alla realtà, basate su affermazioni prive di fondamento e disinformazione da parte di ambienti ostili al nostro Paese", è stato sottolineato che il suddetto rapporto è stato preparato nel quadro di un'agenda politica deliberata per riflettere i pregiudizi ideologici di alcuni membri del PE e che mira a oscurare l'attuale agenda positiva in un periodo in cui l'importanza strategica delle relazioni Turchia-UE sta crescendo.
Nella dichiarazione è stato affermato che questo approccio, che fornisce terreno fertile alle organizzazioni terroristiche e agli ambienti anti-turchi, dimostra ancora una volta quanto il PE sia lontano dal presentare una visione strategica per il futuro delle relazioni Turchia-UE.
Nella nota, in cui si afferma che i processi legali condotti dall'indipendente magistratura turca sono stati distorti nel rapporto, è stato respinto con fermezza il fatto che il Ministro della Giustizia Akın Gürlek sia stato preso di mira con accuse infondate.
Nella dichiarazione è stato registrato quanto segue:
"La magistratura turca, uno dei pilastri fondamentali della sovranità del nostro Stato, non è aperta all'interferenza di alcuna istituzione internazionale, attore esterno o ambiente politico. Non è possibile accettare iniziative che prendano di mira i processi giudiziari con motivazioni politiche e che contraddicano il principio di indipendenza della magistratura.
La nostra aspettativa dal PE è che, nell'attuale contesto in cui le sfide globali stanno aumentando, adotti un approccio che contribuisca a far progredire le relazioni tra la Turchia, Paese candidato, e l'UE su una base costruttiva e fondata su interessi comuni".
È stata chiesta una sanzione contro Gürlek
Nel rapporto finale approvato dal Parlamento Europeo, è stata mantenuta la richiesta di sanzioni contro il Ministro della Giustizia Akın Gürlek, già presente nella bozza. Nel rapporto, è stata richiesta l'applicazione del Regime Globale di Sanzioni per i Diritti Umani dell'Unione Europea contro i funzionari turchi ritenuti responsabili di gravi e deliberate violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali a causa del presunto "arretramento democratico" in Turchia.
Nel testo si legge: "Tra questi funzionari figurano coloro che hanno assunto il ruolo di amministratori fiduciari (kayyum) e coloro che li hanno nominati, o coloro che svolgono un ruolo chiave nel meccanismo repressivo dello Stato, come ad esempio l'ex Procuratore Capo di Istanbul Akın Gürlek".
Il suddetto appello del Parlamento Europeo comprende misure restrittive come il congelamento dei beni delle persone interessate all'interno dei confini dell'Unione Europea. Mentre attira l'attenzione il fatto che il Parlamento abbia citato esplicitamente un nome specifico per la prima volta, richieste di sanzioni e misure restrittive contro funzionari turchi erano già state incluse in rapporti precedenti.