Reazione del Consigliere Capo del Presidente Oktay Saral al 'Decreto Presidenziale': Deviato gravemente dal suo scopo

Dopo l'abolizione dell'esenzione doganale di 30 euro per gli acquisti all'estero, sono giunte serie obiezioni da parte dei cittadini. Anche il Consigliere Capo del Presidente Oktay Saral ha espresso la sua contrarietà. Saral ha dichiarato: "Al centro di ogni decisione presa dallo Stato deve esserci la nazione. Se l'applicazione grava sulle spalle dei cittadini, bisogna fermarsi e fare i conti con sincerità".

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Il 7 gennaio nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto Presidenziale con il quale l'aliquota fiscale unica e fissa applicabile alle merci portate dai passeggeri e di valore non superiore a 1500 euro è stata fissata al 30% per quelle provenienti dai paesi dell'UE e al 60% per quelle provenienti da altri paesi. D'altra parte, l'esenzione doganale di 30 euro applicata agli acquisti all'estero è stata abolita.

AcquistiIn seguito a questa decisione soprattutto sui social media sono giunte dure reazioni, oltre alle obiezioni sollevate dai cittadini, anche sui siti di e-commerce si sono registrati prezzi esorbitanti aumentidiprezzo chesistanodal DecretoPresidenziale da partedi esponenti dell'AKPcriticatoiniziato ad essere criticato dall'opinione pubblica.

Il PresidenteConsigli ere Capo del PresidenteAnche Oktay Saral si è unitoai membridell'AKPche hanno criticatoladecisione.è stato. Ecco la reazione di Saral:

"L'obiettivo della normativa sui 30 euro è proteggere i produttori e i commercianti locali.

Nessuno può opporsi a questo.

Tuttavia, ciò che è emerso oggiIl quadro che emergemostra chequesto obiettivo è statoseriamente deviato.

Se un prodotto da50 lire arriva a costare 750 lire,allora

Se un dispositivo da 2500 lire viene venduto a 15 mila lire,

qui non si tratta più di protezione, ma diunchiarofenomeno disciacallaggioeabuso.

Dai componenti elettronici ai pezzi di ricambio, i cittadini vengono praticamente punitiin molti settori,

per un prodotto da 3 dollari le persone vengono indirizzateai consulenti doganali ecostrette a sostenere spese per migliaia dilire.

Questo quadro non è conciliabile né con la coscienza né con il principio dello Stato sociale.

Al centro di ogni decisione presa dallo Stato deve esserci la nazione.

Se l'applicazione grava sulle spalle del cittadino, bisogna fermarsi e fare i conti con sincerità.

Sì, il produttore locale sarà sostenuto.

Ma questo sostegno, al cittadinonon schiacciando; ma con giustizia e con la giustamisura deve essere garantito."