Pubblicate le motivazioni della sentenza sul congresso del CHP! 'La volontà dei delegati...'

Il 42° Tribunale civile di Ankara, che ha respinto la causa per l'annullamento del 38° Congresso ordinario del CHP tenutosi il 4-5 novembre 2023 per difetto di legittimazione attiva e per sopravvenuta carenza di interesse, ha dichiarato nelle motivazioni che "non vi è luogo a provvedere in quanto la causa è divenuta priva di oggetto".

İHA

Il 42° Tribunale civile di Ankara ha pubblicato le motivazioni della sentenza relativa alla causa intentata per l'annullamento del 38° Congresso ordinario del CHP, svoltosi il 4-5 novembre 2023. Nella sentenza si afferma che il tribunale ha acquisito agli atti i documenti relativi ai processi congressuali, richiedendoli alla sede centrale del CHP, alla presidenza provinciale di Istanbul e a vari comitati elettorali.

È stato precisato che al congresso del 4-5 novembre 2023 hanno votato 1.364 delegati su 1.366, e che sui 1.346 voti validi, Özgür Özel ha ottenuto 682 preferenze e Kemal Kılıçdaroğlu 664. Nella sentenza si legge che, poiché nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta prevista dallo statuto, si è proceduto a un secondo turno in cui Özgür Özel è stato eletto presidente con 812 voti. Inoltre, nelle motivazioni è stato incluso il dato relativo al 21° Congresso straordinario del 6 aprile 2025, in cui Özel è stato rieletto presidente con 1.171 voti.

Il tribunale ha valutato anche i documenti relativi ai procedimenti pendenti presso le Procure della Repubblica di Ankara e Istanbul e presso vari tribunali civili e penali. È stato sottolineato che, sebbene in tali fascicoli vi fossero accuse di irregolarità, ottenimento di vantaggi indebiti e corruzione della volontà dei delegati in alcuni congressi, tali questioni rientrano nella competenza dei comitati elettorali, poiché le elezioni si svolgono sotto la supervisione della magistratura. La sentenza richiama l'articolo 21 della Legge sui partiti politici n. 2820, sottolineando che le elezioni tenute durante i congressi dei partiti politici devono essere condotte sotto la supervisione dei relativi comitati elettorali. Per questo motivo, il tribunale ha dichiarato che le contestazioni procedurali, come le limitazioni agli interventi o gli intervalli di voto durante il congresso, non rientrano nell'ambito di indagine del tribunale.

Valutando le accuse di corruzione della volontà, il tribunale ha ricordato che i ricorrenti basavano la loro tesi sull'ipotesi che alcuni delegati fossero stati indotti a votare in un certo modo attraverso l'offerta di vantaggi. Tuttavia, il tribunale ha precisato che la corruzione della volontà è disciplinata dal Codice delle obbligazioni turco e che, in questo caso, avrebbe dovuto essere esaminata la fattispecie del 'dolo'. Il tribunale ha valutato che, sebbene esistano dichiarazioni di alcuni delegati in merito all'ottenimento di vantaggi, tali affermazioni non implicano che i delegati abbiano negoziato il proprio voto, e pertanto non si può parlare di una corruzione della volontà.

"INDICATO CHE NON SI È FORMATA PROVA SUFFICIENTE SULLA CORRUZIONE DELLA VOLONTÀ DEI DELEGATI"

Il tribunale ha affermato che, sebbene il comportamento dei delegati che hanno ottenuto vantaggi possa essere considerato moralmente discutibile, ciò non costituisce una situazione giuridica tale da richiedere l'annullamento del congresso. È stato precisato che, sebbene le accuse possano configurare il reato di 'frode elettorale' ai sensi dell'articolo 112 della Legge sui partiti politici e che per questo motivo siano stati avviati procedimenti penali contro le persone coinvolte, non si è formata una prova sufficiente riguardo alla corruzione della volontà dei delegati. Nella sentenza del 42° Tribunale civile si legge: "Non vi è luogo a provvedere in quanto la causa è divenuta priva di oggetto".

Nella sentenza è stato inoltre specificato che è possibile ricorrere in appello.