Provvedimenti contro l'attività commerciale di Ayhan Bora Kaplan
Sono stati presi provvedimenti nei confronti delle attività commerciali note per essere di proprietà di Ayhan Bora Kaplan, sotto processo ad Ankara con l'accusa di essere il leader di un'organizzazione criminale, a causa dell'impiego di personale non assicurato riscontrato durante le ispezioni.
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Continuano le ispezioni presso le attività commerciali appartenenti ad Ayhan Bora Kaplan, sotto processo ad Ankara con l'accusa di essere il leader di un'organizzazione criminale. Le unità di polizia hanno intensificato da tempo i controlli nei locali di intrattenimento e nei ristoranti di cui Kaplan è proprietario o socio.
Secondo quanto riportato da T24, le squadre di polizia, sia in divisa che in borghese, istituite presso la Questura di Ankara, hanno effettuato ispezioni e perquisizioni nei locali ritenuti collegati a Kaplan, tra cui Trend, Albüm, Haaz, Öküz, Three, Tezgah, Klarnet, Bohem e Alaçatı Kafası.
Durante le ispezioni effettuate la scorsa settimana, non sono stati rinvenuti strumenti atti a delinquere, in particolare armi da fuoco. Tuttavia, sono state applicate sanzioni amministrative a causa delle carenze e delle irregolarità riscontrate nelle attività.
In questo contesto, è stato accertato che 2 dipendenti presso Trend, 2 presso Haaz, 1 presso Albüm, 6 presso Öküz, 3 presso Three e 1 presso Klarnet lavoravano senza copertura assicurativa.
Nei confronti delle attività commerciali sono state applicate sanzioni amministrative in conformità con la normativa dell'Istituto di Previdenza Sociale (SGK), nonché con il Regolamento sull'apertura delle attività commerciali n. 9207 e la legge n. 4201 sull'uso dei prodotti del tabacco.
COSA ERA SUCCESSO?
Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Ankara, per Ayhan Bora Kaplan e 5 dirigenti dell'organizzazione sono stati richiesti, per i reati di ''costituzione e direzione di un'organizzazione armata a delinquere'', ''omicidio volontario'', ''omicidio volontario qualificato'', ''lesioni personali dolose'', ''sequestro di persona'', ''estorsione qualificata'', ''tortura'', ''distruzione, occultamento o alterazione di prove di reato'', ''assunzione di colpa'' e ''favoreggiamento di criminali'', pene fino a 2 ergastoli, di cui uno ostativo, e 169 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno. Per gli altri 55 imputati sono state richieste pene detentive di varia durata.