Pronto l'atto d'accusa per il caso del 'conteggio di denaro' nel CHP: richiesta di condanna al carcere per 22 sospettati, inclusa Canan Kaftancıoğlu
È stato redatto l'atto d'accusa nell'ambito dell'indagine sui video del conteggio di denaro che sarebbero stati girati presso la sede provinciale del CHP di Istanbul. Si richiede la condanna al carcere per 22 sospettati, tra cui l'ex presidente provinciale del CHP di Istanbul, Canan Kaftancıoğlu.
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Presso la sede provinciale del CHP di Istanbul, a seguito dell'indagine condotta sui video del conteggio di denaro che sarebbero stati girati nei locali, è stato redatto un atto d'accusa contro 22 sospettati.
TRA GLI INDAGATI ANCHE CANAN KAFTANCIOĞLU
La Procura della Repubblica di Istanbul ha concluso l'indagine a carico di 22 sospettati in relazione ai video del conteggio di denaro, presumibilmente girati presso la sede provinciale del CHP di Istanbul e diffusi sui social media. Tra gli indagati figurano l'ex sindaco di Maltepe Ali Kılıç e il suo consulente Melih Morsümbül, l'ex sindaco di Şişli Muammer Keskin, l'ex presidente provinciale del CHP di Istanbul Canan Kaftancıoğlu, il presidente del club sportivo della municipalità metropolitana di Istanbul (İBB) Fatih Keleş, l'ex vicepresidente provinciale del CHP di Istanbul Özgür Nas, l'ex addetto stampa della presidenza provinciale del CHP di Istanbul Mustafa Can Poyraz e il direttore generale della società İmamoğlu İnşaat, Tuncay Yılmaz.
LE BANCONOTE ESTRATTE DALLA BORSA NERA
Nell'atto d'accusa si riferisce che l'indagine è stata avviata dopo che, l'11 marzo, sulla piattaforma social X, diversi account e utenti hanno condiviso filmati in cui una persona non identificata estraeva mazzette di banconote da una borsa nera per poi disporle su un tavolo.
L'atto d'accusa spiega che 14 immobili situati nel blocco C del quartiere Ayazağa di Sarıyer sono stati venduti al CHP l'11 dicembre 2019 da Ali Rıza Braka, responsabile della società SEAS Besicilik, precisando che il denaro visibile nei video corrispondeva a tale transazione.
Nel documento viene registrato che, secondo un verbale firmato da Braka, dall'allora vicepresidente provinciale del CHP di Istanbul Özgür Nas e dall'avvocato Gökhan Taşkapan, proprietario dell'ufficio in cui sono stati girati i video, l'importo del denaro utilizzato per l'acquisto della sede del partito, contato in contanti e consegnato a mano, ammontava a 15 milioni e 510 mila lire.
Nell'atto d'accusa, in cui si riferisce che sono state raccolte le testimonianze di Mustafa Can Poyraz, Fatih Keleş, Özgür Nas, Tuncay Yılmaz, dell'allora vice sindaco del comune di Şişli Onur Öksel, di Serkan Çebi (figlio del sindaco di Küçükçekmece Kemal Çebi), dell'ex vice sindaco di Maltepe Melih Morsünbül e di tutti gli altri sospettati presenti in ufficio al momento del conteggio del denaro secondo le riprese video, viene indicato che è stata inviata una comunicazione all'Ufficio del Catasto di Sarıyer per determinare la data e l'acquirente degli immobili oggetto dell'indagine.
Nell'atto d'accusa si riporta che, in base alla risposta ricevuta dal catasto, il 6 novembre 2019 presso il 3° notaio di Beyoğlu è stato stipulato un "Contratto preliminare di vendita immobiliare" tra Ali Rıza Braka, in qualità di rappresentante della società SEAS Besicilik Sanayi Ticaret, e Canan Kaftancıoğlu per conto del CHP. In tale contratto, il prezzo di acquisto totale per 14 unità indipendenti è stato indicato in 24 milioni 360 mila lire, e successivamente, l'11 dicembre 2019, le 14 unità sono state registrate a nome del CHP per un valore di 24 milioni 369 mila lire.
IL CHP HA INDICATO IL PREZZO DI VENDITA IN 39 MILIONI 870 MILA LIRE
Nell'atto d'accusa si precisa che, nella comunicazione inviata dalla procura alla presidenza provinciale del CHP, sono state richieste informazioni su quando, da chi e a quale prezzo siano stati acquistati gli immobili, da dove e come sia stato reperito il denaro utilizzato per l'acquisto e con quale modalità sia stato pagato il venditore; viene inoltre sottolineato che la presidenza provinciale del CHP, nella sua risposta, ha indicato il prezzo di vendita in 39 milioni 870 mila lire.
Nell'atto d'accusa si riferisce che la presidenza provinciale ha presentato le ricevute attestanti che, durante l'acquisto degli immobili, 6 milioni di lire sono stati trasferiti il 6 novembre 2019 e 18 milioni 360 mila lire il 18 novembre 2019 dal conto della presidenza provinciale. La presidenza provinciale ha dichiarato che 24 milioni 360 mila lire sono stati pagati tramite bonifico bancario sul conto del venditore, mentre 15 milioni 510 mila lire sono stati coperti dalle donazioni dei cittadini che volevano contribuire all'edificio da acquistare e consegnati in contanti al venditore; sono stati inoltre versati 365 mila lire per le tasse catastali e 4 mila 480 lire per le spese di gestione.
Nell'atto d'accusa si riporta che, nella risposta scritta, la presidenza provinciale del CHP ha dichiarato che la campagna denominata "Metti anche tu un mattone", avviata durante il processo di acquisto degli immobili, è stata organizzata dalla sede centrale del partito e che i numeri di conto bancario appartenevano alla sede centrale, aggiungendo: "Poiché non abbiamo l'autorità di visualizzare i movimenti dei conti della nostra Sede Centrale, la nostra Presidenza Provinciale non dispone di informazioni o documenti su quanto, da chi e in che modo siano state effettuate le donazioni per la campagna in questione".
RIFERIMENTO ALLA LEGGE SUI PARTITI POLITICI
Nell'atto d'accusa si afferma che, secondo il rapporto del MASAK, è stato accertato che i 15 milioni 510 mila lire consegnati dal sospettato Özgür Nas ad Ali Rıza Braka, che ha venduto l'immobile oggetto dell'indagine al CHP, a fronte di una ricevuta, non sono stati depositati sul conto personale o aziendale di Braka.
Nell'atto d'accusa si sottolinea che, poiché la campagna di raccolta fondi denominata "Metti anche tu un mattone" è stata avviata dal CHP, un partito politico, è necessario valutare se le donazioni siano state effettuate in conformità con le procedure stabilite dalla Legge sui Partiti Politici.
Facendo riferimento agli articoli della Legge sui Partiti Politici riguardanti le "donazioni" e la "ricezione di donazioni, crediti o prestiti contrari alla legge, o la concessione di prestiti", l'atto d'accusa afferma: "Secondo la normativa vigente, chi effettua una donazione deve ricevere una ricevuta pari all'importo donato, mentre il responsabile del partito che accetta la donazione deve emettere una ricevuta per l'importo ricevuto".
Nell'atto d'accusa si evidenzia che coloro che desiderano donare nell'ambito della campagna possono farlo inviando denaro ai conti bancari del partito, oppure possono effettuare donazioni a più persone che agiscono come rappresentanti del partito o ai responsabili del partito stesso, aggiungendo: "Per questo motivo, non è obbligatorio che il responsabile del partito che accetta la donazione sia una persona ufficialmente autorizzata. Le persone che, per la loro posizione e il loro status all'interno del partito, si presume possano accettare donazioni e che effettivamente le accettano, devono essere considerate come 'responsabili del partito che accettano donazioni'".
Nell'atto d'accusa, approvato dalla Procura Generale e inviato al Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul, per tutti i 22 sospettati, ai sensi dell'articolo della Legge sui Partiti Politici relativo alla "ricezione di donazioni, crediti o prestiti contrari alla legge, o la concessione di prestiti" è stata richiesta una condanna alla reclusione da 6 mesi a 1 anno per ciascuno.
Nell'atto d'accusa è stato inoltre richiesto che i sospettati vengano privati di alcuni diritti, ai sensi dell'articolo 53 del Codice Penale turco (TCK), come l'interdizione dall'elettorato attivo e passivo e dall'esercizio di funzioni di amministratore o revisore in fondazioni, associazioni, sindacati, società, cooperative e persone giuridiche di partiti politici.
Nell'atto d'accusa è stato inoltre inserito il dato relativo alla segnalazione inviata alla Presidenza dell'Ufficio delle Imposte di Istanbul, affinché vengano effettuati i necessari esami e controlli ai sensi della normativa fiscale nei confronti del Partito Popolare Repubblicano (CHP), che ha acquistato gli immobili utilizzati come sede provinciale del CHP di Istanbul, e di Ali Rıza Braka, responsabile della società venditrice SEAS Besicilik.