Processo sul 'Fondo Fatih Terim': la difesa di Seçil Erzan fa discutere! 'Se fossi stata di Trebisonda...'
Prosegue oggi il processo a carico di Seçil Erzan, accusata di aver truffato numerose persone, tra cui nomi del calibro di Arda Turan, Fernando Muslera ed Emre Belözoğlu, con la promessa di rendimenti elevati attraverso il cosiddetto "Fondo Fatih Terim". Durante la sua deposizione in tribunale, Erzan ha attirato l'attenzione dichiarando: "Se fossi stata di Trebisonda non avrei vissuto tutto questo. Sarei andata in giro con delle guardie del corpo al mio seguito".
İHA
L'ex direttrice di filiale della Denizbank, Seçil Erzan, è al centro di un processo per truffa che continua a tenere banco in Turchia, accusata di aver raccolto denaro da numerose figure del mondo del calcio e dell'imprenditoria con la promessa di alti rendimenti sotto il nome di 'Fondo Fatih Terim'.
La direttrice di filiale Seçil Erzan è sotto processo presso la 41ª Corte d'Assise di Istanbul con l'accusa di aver truffato 21 persone, tra cui i noti calciatori Arda Turan, Fernando Muslera, Emre Belözoğlu e Selçuk İnan, per un totale di circa 25 milioni di dollari e 7 milioni e 384 mila lire, sostenendo che anche personaggi come Fatih Terim avessero aderito al fondo.
Durante l'udienza verranno ascoltati i testimoni, tra cui il calciatore Semih Kaya.
La corte ha inoltre disposto il mantenimento della custodia cautelare per gli imputati Seçil Erzan e Ali Yörük.
SEÇİL ERZAN: SE FOSSI STATA DI TREBISONDA NON AVREI VISSUTO TUTTO QUESTO
La deposizione di Seçil Erzan in tribunale è ancora in corso.
Secondo quanto riportato dal giornalista Fırat Fıstık, Erzan ha dichiarato nella sua difesa:
"Per far emergere la verità, dovrebbero essere analizzati i registri HTS e i movimenti bancari di chi ha ricevuto somme ingenti. Si potrebbe notare chi ha incassato di più. Lo Stato dovrebbe trovare queste informazioni, è possibile farlo. Ho preso quei soldi in qualità di direttrice di filiale della Denizbank, Seçil Erzan. È molto chiaro. Non ho mai detto il contrario. Se sul mio biglietto da visita non ci fosse stato scritto 'Direttrice di filiale Denizbank', non mi avrebbero dato i soldi.
Il pubblico ministero ha chiesto se non tenessi un registro; la banca ha preso le mie agende. La banca aveva la possibilità di accorgersene. Ho parlato del fondo per la prima volta a Semih Kaya. Gli ho detto: “Esiste un fondo, non prelevare troppi soldi, aspetta un po'. Lo faremo a tuo nome”. Questo fondo è nato dopo.
La causa del danno sono io, sì, ma questi soldi non sono in mio possesso. La sera del 7 aprile sono stata aggredita. Non esiste la verità dei 40-60 milioni di dollari. Ci sono vere vittime, sì. I soldi di Emre Belözoğlu sono stati presi e distribuiti a 10 persone.
Se fossi stata di Trebisonda non avrei vissuto tutto questo. Sarei andata in giro con delle guardie del corpo al mio seguito."
IL PASSATO DEL PROCESSO A SEÇİL ERZAN
Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, 18 persone, tra cui Buse Terim Bahçekapılı, Emre Belözoğlu, Emre Çolak, Fernando Muslera, Arda Turan, Selçuk İnan e Volkan Bahçekapılı, figurano come 'parti lese', mentre 7 persone, tra cui Seçil Erzan, Ali Yörük, Asiye Öztürk, Atilla Yörük, Hüseyin Eligül, Kerem Can e Nazlı Can, figurano come 'indagati'.
Nell'atto d'accusa si legge che l'indagata Seçil Erzan, in qualità di direttrice della filiale di Levent Büyükdere Caddesi della Denizbank, avrebbe ricevuto personalmente 2 milioni di dollari dalla parte lesa Bülent Çeviker, basandosi su un rapporto di fiducia personale, con l'obiettivo di farli fruttare, promettendo di restituire 3 milioni il 3 aprile e fornendo al cliente un documento scritto, ma che il cliente non sarebbe più riuscito a mettersi in contatto con la direttrice.
Nell'atto d'accusa si riferisce che, non riuscendo a contattare l'indagata Erzan, la situazione è stata segnalata alla banca, la quale ha avviato indagini e tentato di rintracciare Seçil Erzan senza successo; per tali motivi è stata presentata una denuncia contro Erzan ed è stata avviata l'inchiesta.
CHI HA INVESTITO E QUANTO NEL 'FONDO FATIH TERIM'?
Nell'atto d'accusa si registra che Buse Terim Bahçekapılı ha versato 190 mila dollari americani; Emre Belözoğlu ha consegnato all'indagata Erzan un totale di 4 milioni e 292 mila dollari, inviandone una parte tramite Volkan Bahçekapılı affinché venissero investiti nel fondo; Fernando Muslera ha consegnato 1 milione e 200 mila dollari, ma l'indagata Erzan ha restituito 700 mila dollari, truffandolo per 500 mila dollari.
D'altra parte, è stato dichiarato che l'indagata Erzan ha ricevuto in contanti 13 milioni e 900 mila dollari da Arda Turan, restituendone solo 6 milioni e 400 mila come rendimento del fondo, truffandolo così per 7 milioni e 500 mila dollari.
È stato inoltre registrato che l'indagata ha ricevuto 3 milioni e 685 mila dollari da Selçuk İnan, restituendone 2 milioni e 150 mila come rendimento del fondo, truffandolo per un totale di 1 milione e 535 mila dollari.
RICHIESTA DI CONDANNA FINO A 252 ANNI
Nell'atto d'accusa con 18 parti lese, è stata richiesta per l'indagata Erzan una pena detentiva complessiva da 66 a 216 anni per i reati di 'truffa aggravata' e 'falsificazione di documenti privati'.
Per gli altri 6 indagati è stata richiesta una pena detentiva variabile tra i 3 e i 65 anni. Successivamente, con l'aggiunta di altre 3 vittime, il numero delle parti lese è salito a 21 e la richiesta di pena detentiva per Erzan è aumentata da 77 a 252 anni.
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