Presentata per la terza volta una richiesta di scarcerazione per Ramazan Gülten: "Contrario al normale svolgimento della vita"

È stata presentata per la terza volta una richiesta di scarcerazione per Ramazan Gülten, vicesegretario generale del Comune metropolitano di Istanbul (İBB) e capo del Dipartimento di pianificazione urbana, attualmente in custodia cautelare. Nella petizione si afferma che non vi è alcun rischio di fuga e che le accuse rivolte a Gülten sono di natura fittizia.

12punto

Nella richiesta di scarcerazione di Ramazan Gülten si legge: "La presenza del cliente accanto alla moglie in questo periodo è una necessità sia umana che medica; poiché la gravidanza è ad alto rischio e vi è la possibilità di un parto prematuro".

Secondo quanto riportato da İsmail Arı di BirGün, è stata presentata per la terza volta una richiesta di scarcerazione per il capo del Dipartimento di pianificazione urbana del Comune metropolitano di Istanbul, Ramazan Gülten.

Nella petizione presentata dagli avvocati di Ramazan Gülten, Hüseyin Ersöz ed Enes Ermaner, alla Procura della Repubblica di Istanbul per essere trasmessa al Giudice di Pace (di turno) di Istanbul, si legge quanto segue:

"È evidente che il nostro cliente Ramazan Gülten è un pubblico ufficiale che ha prestato servizio per molti anni nella pubblica amministrazione, contro il quale non è mai stata condotta alcuna indagine giudiziaria o amministrativa, incensurato e che gode di una posizione rispettabile nella società; le accuse mosse contro di lui nell'ambito di questa indagine si basano su alcune dichiarazioni soggettive e astratte, prive di qualsiasi fondamento materiale, e su perizie in cui il suo nome non viene nemmeno menzionato".

Nella petizione, in cui si sottolinea anche che la moglie di Gülten è in procinto di partorire, si afferma quanto segue:

"Il nostro cliente è in custodia cautelare da quasi 3 mesi e sua moglie è attualmente alla 38ª-39ª settimana di gravidanza, ovvero quasi al nono mese, e mancano pochi giorni al parto. Inoltre, tutte le prove presenti nel fascicolo contro il cliente sono indirette, basate su supposizioni e di natura fittizia. Con le nostre difese, tutte queste prove sono state confutate una ad una e non è stata presentata alcuna prova diretta o materiale del reato contestato.

Anche esaminando la situazione del cliente sotto il profilo del pericolo di fuga, l'ipotesi che egli possa fuggire lasciandosi alle spalle la famiglia, a pochi giorni dal parto della moglie, è chiaramente contraria al normale svolgimento della vita. Al contrario, la presenza del cliente accanto alla moglie in questo periodo è una necessità sia umana che medica; poiché la gravidanza è ad alto rischio e vi è la possibilità di un parto prematuro.

Impedire a un padre di vedere la nascita del proprio figlio, tenendolo privato della libertà a causa di un'accusa basata interamente su supposizioni e prove indirette, costituisce un intervento molto grave sulla vita familiare, tale da causare danni difficili, se non impossibili, da riparare".