Parole shock del segretario generale contro Netanyahu: le frasi su "Bibi è finito" portano alle dimissioni

Ziv Agmon, segretario generale ad interim e portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha lasciato il suo incarico in seguito alla diffusione di conversazioni private trapelate alla stampa. Nelle registrazioni sono emerse pesanti critiche rivolte a Netanyahu e ai parlamentari del Likud.

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Una nuova crisi scuote la politica israeliana, arrivata con la notizia delle dimissioni dall'Ufficio del Primo Ministro. Ziv Agmon, segretario generale ad interim e portavoce del premier Benjamin Netanyahu, ha annunciato di aver lasciato il suo incarico dopo che alcune sue conversazioni private sono state rese pubbliche.

HA CONFERMATO LE SUE PAROLE, MA SOSTIENE CHE SIANO STATE "ESTRAPOLATE DAL CONTESTO"

In una dichiarazione rilasciata dall'Ufficio del Primo Ministro israeliano, Ziv Agmon ha ammesso che le espressioni trapelate gli appartengono, sostenendo tuttavia che le sue parole siano state estrapolate dal contesto.

Nella sua nota, Agmon ha precisato che gran parte delle conversazioni in questione risalgono a un periodo precedente all'assunzione del suo incarico, suggerendo che la diffusione di tali registrazioni sia parte di una "campagna diffamatoria". Affermando che la scorsa settimana un amico ha deciso di condividere le loro conversazioni private, Agmon ha annunciato di aver presentato le proprie dimissioni a Netanyahu in seguito a questi sviluppi.

LE FRASI "BIBI È FINITO" NELLE REGISTRAZIONI

Nelle telefonate e nei messaggi trapelati alla stampa, spiccano le espressioni di Agmon rivolte a Netanyahu. Nelle registrazioni, si sente Agmon affermare: "Dopo il fallimento del 7 ottobre, Bibi è finito".

Nelle stesse conversazioni, avrebbe aggiunto: "La vera domanda è se il Paese sopravviverà. L'Egitto aveva avvertito Israele riguardo al 7 ottobre. Il Likud è finito. Se gli egiziani pubblicassero la registrazione dell'incontro con Bibi, lui sarebbe finito".

È stato inoltre riferito che, nelle chat trapelate, Agmon utilizzava frequentemente uno sticker raffigurante il volto di Netanyahu coperto di sangue.

Nelle registrazioni, Agmon appare critico anche nei confronti del leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid. È stato riferito che Agmon ha affermato che Lapid non sta facendo propaganda basandosi sull'età e sullo stato di salute di Netanyahu.

Nelle stesse dichiarazioni, riguardo a Netanyahu, è stato registrato mentre diceva: "Bibi è svenuto in una sinagoga durante lo Yom Kippur, è malato e anziano".

Nelle conversazioni trapelate, hanno destato scalpore anche le parole di Agmon rivolte ai parlamentari del Likud. Agmon avrebbe dichiarato: "Dovremmo pubblicare un annuncio per la lista del Likud in Parlamento dicendo che si cercano stupratori e assassini, perché nella lista ci sono già un ladro, un rapinatore e un sequestratore".

Inoltre, è stato riferito che Agmon ha usato termini come "scimmia" e "maledetto marocchino" nei confronti dei parlamentari del Likud di origine ebraica mizrahì, Nissim Vaturi ed Eliyahu Revivo. Per Eli Dellal, le registrazioni riportano che lo avrebbe definito "un clown e una scimmia".

ERA UNA FIGURA EMERGENTE NELL'UFFICIO DEL PRIMO MINISTRO

Ziv Agmon era considerato una delle figure di spicco dell'Ufficio del Primo Ministro, in un momento segnato dall'allontanamento del consigliere di Netanyahu, Yonatan Urich, a causa dello scandalo Katargate, dall'apertura di un'indagine sul capo di gabinetto Tzachi Braverman con l'accusa di "aver fatto trapelare documenti riservati" e dalla rimozione del ministro degli Affari Strategici Ron Dermer e del capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Tzachi Hanegbi.

ANCHE LE ACCUSE SU YAİR NETANYAHU NELLE REGISTRAZIONI

Nei contenuti trapelati, Agmon ha preso di mira anche il figlio di Netanyahu, Yair Netanyahu. È stato riferito che Agmon ha sostenuto che Yair Netanyahu si sia fatto rilasciare un passaporto diplomatico a proprio nome.