Ordinanza di custodia cautelare per Sinem Dedetaş

È stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare per il sindaco di Üsküdar, Sinem Dedetaş.

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Nell'ambito dell'inchiesta sul comune di Üsküdar, il sindaco Sinem Dedetaş è stata arrestata insieme ad Alihan Koçoğlu, Burçin Çevik e Bülent Orhan Tozkoparan. Il vicesindaco Ceyhun Ünlü e Adem Altıntaş sono stati invece rilasciati con l'obbligo di firma.

Il tribunale ha emesso la sentenza nei confronti dei sospettati fermati nell'ambito dell'indagine condotta sul comune di Üsküdar.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l'arresto del sindaco di Üsküdar, Sinem Dedetaş. Nell'ambito della stessa inchiesta sono stati arrestati anche Alihan Koçoğlu, Burçin Çevik e Bülent Orhan Tozkoparan.

DUE PERSONE RILASCIATE CON OBBLIGO DI FIRMA

Per il vicesindaco Ceyhun Ünlü e per Adem Altıntaş, comparsi davanti al giudice, è stata disposta la misura cautelare dell'obbligo di firma. I due sono stati rilasciati con il divieto di espatrio e altre condizioni di controllo giudiziario.

L'ACCUSA DI "CAPO DI ORGANIZZAZIONE CRIMINALE"

Il sindaco di Üsküdar, Sinem Dedetaş, è stata rinviata al giudice di turno con richiesta di custodia cautelare. Nell'atto di rinvio si sostiene che le azioni oggetto delle accuse di corruzione e concussione siano state compiute "nell'ambito delle attività di un'organizzazione criminale a scopo di lucro guidata da Sinem Dedetaş".

Nella richiesta della procura si specifica che l'indagine è condotta con le accuse di "costituzione e partecipazione ad associazione a delinquere", "corruzione" e "concussione".

La procura generale ha riferito che nel fascicolo d'indagine sono stati valutati come prove denunce, testimonianze di vittime e testimoni, dichiarazioni di sospettati che hanno beneficiato del pentimento, materiale digitale, rapporti MASAK, ispezioni degli ispettori del Ministero dell'Interno e accertamenti della Direzione provinciale dell'Ambiente, dell'Urbanistica e del Cambiamento Climatico.

L'ACCUSA RIGUARDANTE KENT A.Ş.

Nell'atto di rinvio si sostiene che alcuni appaltatori che avevano presentato domanda per permessi di costruzione siano stati indirizzati alla Kent Hizmetleri A.Ş., società partecipata dal comune, e costretti a firmare contratti sotto forma di "servizi di consulenza".