Operazione in 9 province: truffa da 30 miliardi di lire turche con schema Ponzi

Il Ministro dell'Interno Ali Yerlikaya ha annunciato che 21 sospettati sono stati arrestati nel corso delle operazioni "Siberağ-15", condotte in 9 città contro i reati di frode aggravata e riciclaggio di denaro. A seguito dell'operazione, sono stati sequestrati 752 conti bancari e 18 sospettati, accusati di aver orchestrato una truffa da 30 miliardi 478 milioni 473 mila lire turche tramite uno schema Ponzi, sono stati incarcerati.

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La Gendarmeria ha condotto le operazioni "Siberağ-15" in 9 province contro i reati di frode aggravata e riciclaggio di proventi derivanti da attività illecite.

Nelle operazioni condotte a Istanbul, Ankara, Adana, Denizli, Smirne, Kayseri, Kırşehir e Samsun sono stati fermati 21 sospettati.

È stato accertato che i sospettati hanno messo a segno una truffa da 30 miliardi 478 milioni 473 mila lire turche attraverso uno schema Ponzi.

Dei 21 sospettati fermati, 18 sono stati arrestati, mentre per 3 di loro è stata disposta la misura del controllo giudiziario.

Il Ministro dell'Interno Ali Yerlikaya ha condiviso i dettagli dell'operazione tramite il suo account sui social media.

Yerlikaya ha dichiarato quanto segue:

"Il Comando della Gendarmeria Provinciale di Istanbul, Dipartimento per la lotta ai crimini informatici, ha proceduto al sequestro di 752 conti bancari/di criptovalute. Nelle operazioni 'Siberağ-15' condotte in 9 province contro i reati di frode aggravata e riciclaggio di proventi derivanti da attività illecite, sono stati catturati 21 sospettati, nei cui conti è stato rilevato un volume di transazioni di 30 miliardi 478 milioni 473 mila lire turche, con flussi di denaro in entrata e in uscita riconducibili a uno schema Ponzi tra il 2017 e il 2024. Dei sospettati, 18 sono stati arrestati e per 3 è stata disposta la misura del controllo giudiziario."

Yerlikaya ha affermato che i sospettati hanno truffato numerosi cittadini attraverso piattaforme di social media con la promessa di guadagni elevati tramite la visione di pubblicità e schemi Ponzi, aggiungendo che a seguito delle operazioni sono stati sequestrati numerosi computer, telefoni, memorie portatili e carte bancarie/di credito.