Nuovi sviluppi nel processo al gruppo Manifest: revocato l'obbligo di firma

Il tribunale ha revocato l'obbligo di firma per i membri del gruppo musicale Manifest e per l'artista Ayça Dalaklı, accusati di "atti osceni", confermando tuttavia il divieto di espatrio. Gli imputati saranno giudicati tramite esame del fascicolo, senza necessità di comparire in udienza.

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La Procura della Repubblica di Istanbul ha concluso le indagini avviate nei confronti del gruppo musicale Manifest con l'accusa di aver compiuto "atti osceni" durante le loro esibizioni dal vivo. Al termine dell'inchiesta, è stato aperto un processo contro un totale di 7 persone, tra cui i membri del gruppo e l'artista Ayça Dalaklı, nota con il nome d'arte "AYDEED".

Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura, è stata richiesta per gli imputati una pena detentiva da 6 mesi a 1 anno per il reato di "atti osceni tramite esposizione".

IL TRIBUNALE REVOCA L'OBBLIGO DI FIRMA

Il 49° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul, dopo aver esaminato il fascicolo, ha reso nota la sua decisione interlocutoria del 24 ottobre. Il tribunale ha revocato l'obbligo di firma, una delle misure di controllo giudiziario imposte agli imputati, confermando però il divieto di espatrio.

Tale misura era stata applicata il 9 settembre durante la fase istruttoria, quando gli indagati erano stati rimessi in libertà con l'obbligo di firma e il divieto di lasciare il Paese.

GLI IMPUTATI SARANNO GIUDICATI SENZA COMPARIZIONE

Il tribunale ha deciso che il processo si svolgerà tramite esame del fascicolo. Di conseguenza, gli imputati, inclusi i membri del gruppo Manifest e Ayça Dalaklı, saranno giudicati senza dover comparire davanti al giudice.

Al termine del procedimento basato sul fascicolo, il tribunale emetterà la sentenza nei confronti degli imputati.