Nuova mossa di Özlem Çerçioğlu

Il Comune metropolitano di Aydın ha interrotto la vendita dei prodotti alimentari realizzati dalle cooperative femminili nei negozi Halk Ege Et. La decisione ha suscitato forti reazioni da parte delle produttrici. La presidente di una cooperativa ha dichiarato: "Il mio cuore non accetta che una sindaca donna opprima le persone del suo stesso genere".

12punto

La decisione del Comune metropolitano di Aydın di interrompere la vendita dei prodotti alimentari realizzati dalle donne delle zone rurali nei negozi Halk Ege Et ha sollevato un'ampia ondata di proteste. Tale provvedimento è stato considerato un duro colpo per le donne lavoratrici delle cooperative.

IL LAVORO DELLE DONNE RURALI È STATO IGNORATO

Per cinque anni, le cooperative femminili hanno venduto nei negozi Ege Et i prodotti alimentari realizzati in diverse zone di Aydın per contribuire all'economia domestica. Tuttavia, con la recente decisione, la vendita dei prodotti è stata interrotta e la merce è stata ritirata dagli scaffali dei negozi.

DURE REAZIONI DALLE PRODUTTRICI

Nihal Güler, presidente della cooperativa S.S. Ada Kadın Üretim Girişim ve İşletme Kooperatifi, ha espresso incomprensione per la decisione presa, affermando: "Il mio cuore non accetta che la sindaca opprima le donne in questo modo". Güler ha riferito che i responsabili dei negozi avevano inizialmente chiesto di continuare ad acquistare i prodotti ai prezzi dell'anno precedente, ma che alla fine è stato comunicato loro che la collaborazione era terminata.

Le socie della cooperativa hanno documentato la situazione registrando con i propri telefoni cellulari il momento in cui i loro prodotti venivano ritirati dagli scaffali. Questo evento ha causato grande amarezza tra le produttrici.

IL LORO LAVORO È ANDATO SPRECATO

Ayten Beytor, 73 anni, che lavora nella cooperativa, ha dichiarato: "Il nostro duro lavoro è andato sprecato. È una vergogna. Con i soldi guadagnati qui provvedevamo alle spese di casa". La maggior parte delle donne utilizzava il denaro guadagnato per contribuire all'economia familiare.

"UNA DONNA AVREBBE DOVUTO CAPIRCI"

Un'altra produttrice, Nadime Kaya, ha espresso il suo disappunto riguardo all'accaduto dicendo: "Essendo donna, avrebbe dovuto capire la nostra situazione. Siamo molto addolorate che ci sia capitato un evento del genere".

ANNULLATI I CONTRATTI DELLE PRODUTTRICI

I responsabili delle cooperative hanno annunciato che, in seguito a nuove direttive giunte dal Comune, i contratti sono stati annullati. Le produttrici non faranno più parte del progetto a cui hanno dedicato il loro impegno per molti anni.