Nuova fase nel secondo processo di apertura: indiscrezioni sulla preparazione di una legge speciale per il ritorno dei terroristi del PKK che depongono le armi

Si prevede che il quadro normativo preparato nell'ambito del secondo processo di apertura, denominato "Turchia senza terrorismo", venga sottoposto al parere dei partiti politici nel mese di giugno. Il provvedimento mira a definire una tabella di marcia riguardante il processo di ritorno in Turchia dei terroristi del PKK che depongono le armi, il loro status giuridico e i relativi procedimenti giudiziari.

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Nel secondo processo di apertura, di cui il leader dell'MHP Devlet Bahçeli è l'architetto, che il governo ha definito "Turchia senza terrorismo" e che viene condotto con il DEM Parti e il leader dell'organizzazione terroristica PKK Abdullah Öcalan, gli occhi sono puntati sulle "disposizioni legislative".

È emersa una nuova indiscrezione riguardo alla questione, spesso sollevata dal fronte del DEM Parti e sostenuta anche dall'MHP.

Secondo quanto riportato da Besti Karalar di Ekonomim, si prevede che la proposta normativa preparata per il processo venga presentata alla valutazione dei partiti politici entro il mese di giugno.

Mentre si sta dando la forma definitiva alla proposta di regolamento, si prevede anche la condivisione con l'opinione pubblica di un rapporto contenente le conferme e gli accertamenti delle unità di sicurezza riguardo al fatto che l'organizzazione terroristica abbia deposto le armi.

IL DISARMO E IL PROCESSO GIURIDICO PROCEDERANNO DI PARI PASSO

Secondo la pianificazione, l'obiettivo è che la presentazione della proposta normativa alla Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) e il processo di disarmo dell'organizzazione terroristica avvengano simultaneamente.

Nell'ambito del provvedimento preparato dal Ministero della Giustizia e dai giuristi dell'AKP, verrà concesso un periodo di tempo determinato per il ritorno in Turchia dei terroristi del PKK che depongono le armi. Mentre si valuta che tale periodo possa variare da 1 a 3 mesi, viene indicato che un calendario di due mesi appare come l'ipotesi più probabile.

Mentre si pianifica che le operazioni di rientro vengano effettuate sotto la supervisione e il controllo delle unità di sicurezza, è prevista l'autorizzazione della TBMM o del Presidente per eventuali proroghe. Per concludere il processo in tutti i suoi aspetti, con lo svuotamento delle grotte, la resa dei membri dell'organizzazione e il completamento dei processi giudiziari, si sta lavorando su un calendario di tre anni.

SI PREPARA UNA NORMATIVA A STATUTO SPECIALE

Nel lavoro in corso di preparazione, si prevede che le modifiche da apportare al Codice Penale Turco, alla Legge Antiterrorismo e alla legislazione pertinente vengano trattate nell'ambito di una legge speciale.

Nel lavoro, preparato sulla base del rapporto della Commissione per la Solidarietà Nazionale, la Fratellanza e la Democrazia, si prendono come riferimento un modello di “regolamentazione giuridica a 4 categorie” e passi basati sul consenso sociale.

Nella bozza, i membri dell'organizzazione vengono valutati in quattro gruppi distinti: “coloro che sono coinvolti in reati”, “coloro che non sono coinvolti in reati”, “ricercati” e “coloro che sono in carcere”. Con la legge autonoma che sarà preparata a carattere temporaneo, si mira a creare un “codice di legge” speciale per la gestione del processo giuridico.

NELLA VALUTAZIONE GIURIDICA SI PRENDERÀ COME BASE IL TIPO DI REATO

Secondo la bozza, la legge avrà la natura di un “codice di legge” contenente eccezioni temporanee e limitate, che determinerà il quadro giuridico da applicare ai membri dell'organizzazione che depongono le armi, ai loro dirigenti e alle persone ritenute colpevoli di favoreggiamento.

Nel lavoro preparato, si prevede che la situazione giuridica dei membri dell'organizzazione venga valutata separatamente in base alla natura dei reati commessi. Di conseguenza, viene indicato che in alcuni casi potrebbero essere all'ordine del giorno applicazioni come la riduzione della pena, la libertà vigilata o la liberazione condizionale.