Narcotrafficanti scarcerati: l'indiscrezione su un'azione dell'HSK

La scarcerazione, avvenuta durante la prima udienza, di 15 imputati arrestati nell'ambito del ramo turco di un traffico di droga emerso dopo il sequestro di 4 tonnellate e 200 chili di cocaina in Belgio, ha scosso il mondo giudiziario. Si è appreso che l'HSK si sta preparando ad avviare un'indagine sulle scarcerazioni.

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La scarcerazione, avvenuta durante la prima udienza, di 15 imputati arrestati nell'ambito del ramo turco di un'organizzazione criminale che gestiva un traffico di droga tra il Sud America e l'Europa, emerso dopo il sequestro di 4 tonnellate e 200 chili di cocaina in un magazzino ad Anversa, in Belgio, ha scosso il mondo giudiziario. A seguito del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, 5 giorni dopo è stato emesso un ordine di arresto per 7 imputati. Si è appreso che il Consiglio dei giudici e dei pubblici ministeri (HSK) si sta preparando ad avviare un'indagine sulle scarcerazioni.

Nell'ambito dell'indagine 'Cherokee' avviata nei Paesi Bassi, era emerso che l'organizzazione era guidata dal narcotrafficante olandese Joseph Johannes Leijdekkers, mentre il boss del ramo turco era Abdullah Alp Üstün. Per i 51 sospettati catturati nelle operazioni condotte lo scorso anno contro i trafficanti di morte, era stato aperto un processo con la richiesta di pene fino a 82 anni di reclusione.

SCARCERAZIONE ALLA PRIMA UDIENZA

Secondo quanto riportato da Halit Turan del quotidiano Sabah; i 15 imputati detenuti, tra cui Abdullah Alp Üstün, sono comparsi davanti al 15° Tribunale penale grave di Istanbul. Dopo l'udienza, protrattasi fino alle 02:30 del mattino, il presidente del tribunale ha deciso per la scarcerazione di tutti i 15 imputati, nonostante la richiesta del pubblico ministero di mantenere lo stato di detenzione per tutti loro.

Dopo le scarcerazioni, la Procura della Repubblica di Istanbul ha presentato ricorso contro la decisione del tribunale. Il 16° Tribunale penale grave di Istanbul, esaminando i ricorsi, ha deciso 5 giorni dopo le scarcerazioni di riarrestare Abdullah Alp Üstün, suo figlio Efe Alp Üstün, Aziz Demir, Bahadır Mert Oğur, Eric Schroeder, Selçuk Aydın e Wilhelmus Adrianus Leijdekkers. Il tribunale ha invece respinto il ricorso contro la decisione di controllo giudiziario e il divieto di espatrio per gli altri 8 imputati.

SCARCERAZIONI SOTTO LA LENTE

Si è appreso che il Consiglio dei giudici e dei pubblici ministeri si sta preparando ad avviare un'indagine sul collegio giudicante che ha deciso la scarcerazione dei 15 imputati, nonostante le prove presenti nel fascicolo e il dettagliato rapporto del MASAK preparato in merito al riciclaggio di denaro.

FAN DI "IL PADRINO"

Nell'atto d'accusa è emerso che Abdullah Alp Üstün e suo figlio si ispiravano al celebre film Il Padrino per i nomi in codice utilizzati all'interno dell'organizzazione. Nelle comunicazioni interne dell'organizzazione decifrate, è stato stabilito che Abdullah Alp Üstün utilizzava il nome in codice 'Don Vito Corleone', interpretato da Marlon Brando nel film Il Padrino, mentre il figlio Efe Alp Üstün utilizzava lo pseudonimo di Michael Corleone, figlio di Vito Corleone.