Monitoraggio del Ministero sulle pubblicità degli influencer: inflitte multe per 6 milioni e 388 mila lire turche
Il Consiglio per la pubblicità del Ministero del Commercio, esaminando le promozioni sui social media, ha inflitto multe per un totale di 6 milioni 388 mila 802 lire turche a 5 influencer l'anno scorso e a 11 nel primo semestre di quest'anno. Si precisa che tali sanzioni sono state applicate a causa di attività pubblicitarie ingannevoli da parte degli influencer.
12punto
Il Consiglio per la pubblicità del Ministero del Commercio, che ha messo sotto la lente d'ingrandimento le promozioni sui social media, ha deciso di infliggere multe per un totale di 6 milioni 388 mila 802 lire turche a 5 "influencer" l'anno scorso e a 11 nel primo semestre di quest'anno.
Secondo le informazioni ottenute dall'agenzia Anadolu (AA), il Consiglio, che opera sotto l'egida del Ministero del Commercio, ha analizzato le pubblicità effettuate tramite le piattaforme social.
Per monitorare le attività degli "influencer", definiti nella normativa come "creatori di contenuti sui social media", è stato incaricato il Consiglio di autodisciplina pubblicitaria e nel marzo 2022 è stato avviato il Progetto di scansione delle pubblicità sui social media tramite intelligenza artificiale.
Grazie al progetto, il tasso di mancata indicazione chiara e comprensibile che i post degli influencer fossero pubblicità è sceso dal 57% all'11%.
Come risultato del lavoro svolto dal Consiglio, con la crescente consapevolezza dei consumatori riguardo alle pubblicità sui social media negli ultimi tempi, si è registrato anche un aumento del numero di segnalazioni presentate in merito.
Gli esperti hanno esaminato i reclami dei consumatori e hanno preso in considerazione quelli che soddisfacevano i requisiti per la presentazione. Nei casi in cui il Consiglio ha riscontrato irregolarità, sono state applicate le necessarie sanzioni amministrative.
SANZIONI PER 50 ACCOUNT SOCIAL
Il Consiglio ha deciso di applicare agli influencer, nei primi 6 mesi di quest'anno, 39 ordini di cessazione e 11 ordini di cessazione con sanzioni amministrative pecuniarie. Con la sanzione dell'ordine di cessazione, è stato richiesto di correggere o rimuovere le pubblicità realizzate in violazione della normativa.
Tenendo conto di elementi quali il contenuto ingiusto del post non conforme alla normativa, la sua ripetizione, l'ampiezza dell'area di influenza basata sul numero di follower, nonché i benefici ottenuti dall'influencer dal post e la sua situazione economica, il Consiglio ha applicato congiuntamente ordini di cessazione e sanzioni amministrative pecuniarie.
Mentre la sanzione amministrativa pecuniaria applicata l'anno scorso a un influencer che aveva realizzato pubblicità non conforme alla normativa era di 347 mila 128 lire, tale importo è stato aumentato in base al tasso di rivalutazione, raggiungendo le 550 mila 59 lire nel 2024.
6 MILIONI 388 MILA LIRE DI MULTA
L'anno scorso sono state inflitte sanzioni amministrative pecuniarie per 1 milione 352 mila 808 lire a 5 influencer. Nel primo semestre di quest'anno, è stato deciso di applicare sanzioni amministrative pecuniarie per 5 milioni 35 mila 994 lire a 11 influencer. Pertanto, in un periodo di un anno e mezzo, sono state inflitte multe per un totale di 6 milioni 388 mila 802 lire.
Mentre nel 2023 sono state applicate sanzioni amministrative a un totale di 77 account social, questa cifra ha raggiunto quota 50 nel primo semestre del 2024. Le sanzioni amministrative sono state applicate con la motivazione che nei post realizzati dagli influencer veniva pubblicizzato il prodotto o servizio di un marchio, ma non veniva chiaramente indicato che si trattasse di pubblicità, o che venisse effettuata una promozione occulta.
Oltre a ciò, in alcuni post, è stata decisa l'applicazione di sanzioni amministrative ad alcuni influencer per motivi quali la presenza di espressioni contenenti dichiarazioni sulla salute, l'indirizzamento verso servizi sanitari come cliniche, ospedali o medici, la promozione di prodotti la cui pubblicità è vietata, l'uso di espressioni che superano la definizione di prodotto cosmetico e la presenza di espressioni non conformi alla normativa nella pubblicità di integratori alimentari.