Lettera di protesta dei soldati al governo in Israele

Centinaia di soldati, accademici e medici israeliani hanno lanciato un appello al governo Netanyahu. Il premier ha reagito duramente, definendo i firmatari della lettera come "erbacce".

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Secondo i media israeliani, centinaia di membri dell'Aeronautica militare in servizio nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno redatto una lettera congiunta per lanciare un appello al governo. I soldati hanno chiesto al governo di agire immediatamente per salvare gli ostaggi, anche se ciò dovesse significare la fine dei combattimenti a Gaza.

Secondo quanto riportato dall'emittente di Stato israeliana KAN, l'appello non è stato sostenuto solo dai militari, ma anche da accademici e figure del mondo medico. Centinaia di persone, tra cui ufficiali in pensione, soldati in servizio attivo e personale della riserva, hanno apposto la loro firma.

IL SOSTEGNO DI ACCADEMICI E MEDICI

Circa 1900 docenti universitari hanno firmato una petizione per sostenere l'iniziativa avviata dai membri dell'Aeronautica. In tale petizione, hanno dichiarato di condividere il contenuto della lettera e hanno sottolineato che la priorità del governo dovrebbe essere il salvataggio degli ostaggi.

La radio dell'esercito israeliano ha annunciato che anche numerosi medici militari si sono uniti all'iniziativa. I medici hanno sottolineato che il proseguimento della guerra e l'abbandono degli ostaggi al loro destino sono in contraddizione con l'etica medica e con le responsabilità verso la vita umana.

È stato riferito che la lettera non è stata ancora resa pubblica, ma che la raccolta delle firme prosegue e il processo organizzativo è in corso.

COSA CONTIENE LA LETTERA?

Secondo quanto riferito dalla televisione KAN, gli autori della lettera hanno affermato che la guerra non serve più agli obiettivi di sicurezza, ma a interessi politici e personali. Nella lettera si legge:

“Condividiamo la grave e inquietante tesi secondo cui, al momento, la guerra non serve agli interessi di sicurezza, ma principalmente a interessi politici e personali.”

È stato osservato che la guerra non contribuisce in alcun modo agli obiettivi dichiarati e porta invece alla morte degli ostaggi, dei soldati dell'IDF e di civili innocenti. Nella lettera si afferma inoltre che il morale delle forze di riserva è compromesso, che i tassi di mancata presentazione al servizio sono in aumento e che questa situazione indebolirà l'esercito a lungo termine.

LA DURA REAZIONE DI NETANYAHU: “ERBACCE”

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha attaccato duramente i soldati che hanno firmato la lettera. Netanyahu ha sostenuto che queste persone sono guidate da organizzazioni che cercano di rovesciare il governo e ha dichiarato:

“Si tratta di un gruppo piccolo, rumoroso, anarchico e sconnesso di pensionati, la maggior parte dei quali non presta servizio militare da anni. Queste erbacce stanno cercando di indebolire lo Stato di Israele e l'IDF, incoraggiando il nostro nemico a farci del male.”

Netanyahu ha affermato che tali appelli hanno già dato in passato un messaggio di debolezza al nemico e ha dichiarato che non permetteranno che ciò si ripeta. Ha sottolineato che il rifiuto di prestare servizio non può essere accettato, indipendentemente dal nome con cui viene presentato.

L'ESERCITO SI PREPARA A ESPELLERE I FIRMATARI

Secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, l'esercito israeliano si sta preparando a espellere centinaia di ufficiali della riserva dell'Aeronautica che hanno firmato la lettera e sostengono la cessazione della guerra.

Tra le persone che hanno firmato la lettera, solo 60 sono in servizio attivo nella riserva e, tra questi, il numero di piloti in servizio è limitato a una cifra.

Si afferma che queste persone non sono solo contrarie alla guerra, ma si oppongono anche alle controverse riforme giudiziarie di Netanyahu e ai tentativi di rimuovere il capo del servizio di sicurezza interna Shin Bet, Ronen Bar.

IL CAPO DI STATO MAGGIORE: “VIETATO AI SOLDATI PRENDERE POSIZIONI POLITICHE”

Il Capo di Stato Maggiore israeliano, il tenente generale Eyal Zamir, ha ricordato che al personale militare è vietato esprimere opinioni pubbliche sulle politiche governative. Secondo Zamir, per quanto le politiche di Netanyahu possano essere controverse, esse sono decisioni di un governo eletto democraticamente ed è stato sottolineato che l'IDF ha l'obbligo di attuare tali decisioni.