La verità dietro l'accusa delle 'valigie piene di soldi' emerge dall'atto d'accusa: avevano riportato indiscrezioni

Le informazioni sul contenuto delle valigie, che per giorni sono state descritte dai media filogovernativi come 'piene di soldi', sono state chiarite nell'atto d'accusa.

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Dopo la preparazione e la pubblicazione dell'atto d'accusa sull'İBB (Municipalità Metropolitana di Istanbul) avvenute a distanza di mesi, le informazioni contenute nei documenti continuano a essere esaminate e i dettagli più rilevanti a essere discussi. Infine, il giornalista Alican Uludağ, che ha esaminato attentamente l'atto d'accusa e ne ha riportato le parti salienti sul suo account social, ha spiegato che l'accusa delle 'valigie piene di soldi', che ha occupato l'agenda per lungo tempo, non trova riscontro nell'atto d'accusa dell'İBB.

Nell'atto d'accusa dell'İBB è stato confermato che nelle valigie non c'erano 'soldi', come sostenuto dal giornalista Sinan Burhan basandosi su indiscrezioni, bensì dei disturbatori di frequenza (jammer), come indicato dal presidente del CHP Özgür Özel.

Il giornalista Sinan Burhan aveva sostenuto che la procura avesse accertato la presenza di denaro nelle valigie, dichiarando: "Secondo le indiscrezioni che ho raccolto, c'è l'accusa che nelle valigie ci fosse denaro e che ciò sia stato rilevato tramite sorveglianza tecnica".

ECCO LA PARTE RILEVANTE DELL'ATTO D'ACCUSA