La risposta di Muharrem İnce all'ipotesi di una sua candidatura a Istanbul per l'İYİ Parti

Il presidente del Memleket Partisi, Muharrem İnce, ha smentito categoricamente le voci circolate riguardo a una sua possibile candidatura a Istanbul per l'İYİ Parti alle elezioni locali.

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A pochi mesi dalle elezioni locali, la presidente dell'İYİ Parti, Meral Akşener, aveva dichiarato che non avrebbero stretto alleanze con alcun partito, aggiungendo: "Rimarrete molto sorpresi dal nostro candidato a Istanbul".

L'ex deputato del CHP ed ex ministro di Stato, Mehmet Sevigen, commentando queste parole di Akşener, aveva affermato che il candidato dell'İYİ Parti sarebbe stato il leader del Memleket Partisi, Muharrem İnce. Sevigen aveva dichiarato quanto segue:

“Non sto esagerando. Mi è venuto in mente proprio ora, ma spero che non sia così. Se la signora Meral si muove in modo così audace, ne sarei molto dispiaciuto. Si sono incontrati di recente con il signor Muharrem. Dicono di voler fare un'alleanza a Istanbul. Se l'İYİ Parti e il Memleket Partisi dovessero allearsi a Istanbul, il candidato di cui ha detto 'rimarrete molto sorpresi' secondo me è Muharrem İnce.”

In seguito a questa ipotesi, l'ex presidente del DSP ed ex ministro di Stato, Masum Türker, durante una diretta su TV100, ha dichiarato di aver chiamato Muharrem İnce in merito alla questione e ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ho chiesto a Muharrem İnce delle voci sulla sua candidatura. Gli ho detto: 'Il signor Mehmet Sevigen ha ipotizzato in un programma televisivo che lei potrebbe essere il candidato a sorpresa che Meral Akşener presenterà'. Lui mi ha risposto: 'Non c'è nulla di simile'.”

LA SMENTITA

Anche il giornalista Şaban Sevinç ha dichiarato di aver parlato con İnce, affermando che l'ipotesi è priva di fondamento.

Sevinç, in un post sul suo account X, ha scritto: “Ho parlato con İnce… L'ipotesi che Muharrem İnce possa essere il candidato dell'İYİ Parti a Istanbul contro Ekrem İmamoğlu è falsa. Che dire poi del fatto di discutere di tali affermazioni 'assurde' senza nemmeno chiederlo ai diretti interessati, o peggio, senza valutarne la 'fattibilità'”.