La reazione di Yavuz Ağıralioğlu a Mehmet Şimşek sull'inflazione: "Non c'è alcuna storia di successo"
Il leader dell'Anahtar Parti, Yavuz Ağıralioğlu, ha criticato la gestione economica basandosi sui dati di luglio dell'ente statistico turco (TÜİK), richiamando l'attenzione sulla crisi del costo della vita che affligge i cittadini.
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Il presidente dell'Anahtar Parti, Yavuz Ağıralioğlu, ha espresso la sua reazione nei confronti del ministro del Tesoro e delle Finanze, Mehmet Şimşek, in merito ai dati sull'inflazione di luglio pubblicati dall'Istituto di Statistica Turco (TÜİK).
Ağıralioğlu, in una dichiarazione rilasciata tramite il suo account sui social media, ha ricordato che il TÜİK ha annunciato un'inflazione di luglio pari all'1,78% su base mensile e al 31,75% su base annua. Contestando la valutazione di Şimşek, secondo cui "nonostante le difficili condizioni globali e geopolitiche, la disinflazione continua", Ağıralioğlu ha sostenuto che questo quadro non corrisponde alla realtà economica vissuta dai cittadini.
Nella sua dichiarazione, Ağıralioğlu ha affermato che l'inflazione in Turchia è ben al di sopra delle medie dell'Unione Europea, dell'OCSE e di vari gruppi di paesi, sottolineando che il problema non può essere spiegato esclusivamente con gli sviluppi globali.
Criticando la gestione economica per le "politiche errate", Ağıralioğlu ha sostenuto che la Turchia è diventata nota per la rendita e l'incertezza anziché per la produzione e la prevedibilità. Affermando che "l'inflazione non è un destino", Ağıralioğlu ha dichiarato che l'attuale situazione è legata alle scelte politiche.
''Signor Ministro, lei parla di disinflazione, ma la nazione vive il caro vita. Lei guarda le statistiche, la nazione guarda lo scontrino alla cassa. Non c'è alcuna storia di successo. C'è, invece, una crisi del costo della vita che si aggrava di giorno in giorno.''
Ağıralioğlu ha sottolineato che i cittadini guardano più alla spesa del mercato, alla riduzione dei consumi a tavola e all'erosione dei salari che ai dati ufficiali, ribadendo che la gestione economica non ha un quadro tale da poter raccontare una "storia di successo".