La Procura generale ricorre in appello contro la sentenza per l'imputato che ha ucciso a calci il gatto Eros

La Procura della Repubblica di Küçükçekmece ha presentato ricorso contro la sentenza emessa nei confronti di İbrahim Keloğlan, che ha ucciso a calci per diversi minuti un gatto di nome Eros in un complesso residenziale a Başakşehir. Nel ricorso, è stata richiesta l'annullamento della sentenza e l'emissione di un ordine di arresto per l'imputato.

İHA

Nell'incidente avvenuto il 1° gennaio in un complesso residenziale a Başakşehir, İbrahim Keloğlan aveva causato la morte di un gatto di nome Eros, colpendolo ripetutamente a calci per diversi minuti. L'imputato Keloğlan era stato condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione dal 16° Tribunale penale di primo grado di Küçükçekmece.

La pena era stata ridotta a 1 anno e 3 mesi grazie alla concessione delle attenuanti generiche, con la sospensione condizionale della pena. A seguito dei ricorsi contro la decisione, nel nuovo processo, İbrahim Keloğlan era stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di 'uccisione intenzionale di animale domestico'. La Procura della Repubblica di Küçükçekmece ha presentato ricorso contro tale decisione.

“HA CONTINUATO IL SUO COMPORTAMENTO VOLTO A UCCIDERE”

Nella petizione presentata al 16° Tribunale penale di primo grado di Küçükçekmece, affinché venisse trasmessa alla Corte d'appello regionale di Istanbul, è stato registrato che l'imputato İbrahim Keloğlan aveva preso a calci il gatto, nutrito e accudito dai residenti del complesso, all'interno dell'ascensore, e che l'animale era fuggito nel corridoio in preda al panico.

Nella petizione si afferma che l'imputato, per impedire la fuga del gatto, ha chiuso le porte del corridoio e ha continuato il suo comportamento volto a uccidere, senza smettere di colpire il gatto che cercava di scappare. È stato inoltre sottolineato che, sebbene si dovesse applicare la pena massima prevista, è stata invece determinata una pena base non conforme alla giustizia penale e alla coscienza pubblica.

Nella petizione si legge: "Se non viene applicata la pena massima per un atto commesso con sentimenti mostruosi, crudeltà, infliggendo sofferenze e sotto un intenso dolo, non si comprende in quale altro evento o azione più grave tale pena verrebbe applicata".

ERRORE NELLA DETERMINAZIONE DELLA PENA

Nella petizione è stato inoltre riportato che non vi è alcun dubbio sulla gravità estrema dell'evento, dato che l'imputato ha agito con sentimenti mostruosi e infliggendo dolore sotto un intenso dolo. È stato evidenziato che, nella determinazione della pena base, si è caduti in errore non considerando se vi fosse stata una querela o se il danno fosse stato risarcito, e non tenendo conto dei tratti della personalità mostrati dall'imputato dopo l'evento come criterio.

RICHIESTA L'ANNULLAMENTO DELLA SENTENZA E L'ARRESTO DELL'IMPUTATO

Nella petizione, in cui si afferma che sono state concesse attenuanti discrezionali all'imputato, si sostiene che l'applicazione di tali riduzioni con motivazioni insufficienti sia contraria alla legge e alla procedura, considerando le modalità di esecuzione del reato, i sentimenti mostruosi e la crudeltà inflitta, nonché lo scopo perseguito e l'intensità del dolo.

Nella petizione è stato inoltre registrato che l'imputato, che ha agito con un movente psicologico, mostrando un atto di malvagità pericoloso e selvaggio che ha suscitato una vasta reazione nella coscienza e nella morale della società, ha ucciso il gatto in modo spietato e crudele, con sentimenti mostruosi e infliggendo sofferenze.

Nella petizione è stato richiesto l'annullamento della sentenza emessa contro l'imputato e, contestualmente, l'emissione di un ordine di arresto nei suoi confronti.