La Procura ha annunciato: bloccati 419 account social nell'ambito dell'operazione 'La mia famiglia è al sicuro'

La Procura della Repubblica di Istanbul ha annunciato che, nell'ambito dell'operazione denominata “La mia famiglia è al sicuro”, è stato imposto il blocco dell'accesso a 419 account sui social media.

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Nell'ambito dell'operazione “La mia famiglia è al sicuro” (Ailem Güvende), condotta contro le persone LGBTI+, numerosi dirigenti di associazioni LGBTI+ sono stati arrestati durante i blitz della polizia avvenuti il 13 settembre. Sono state effettuate perquisizioni anche negli uffici delle associazioni e sono stati sequestrati materiali digitali. Nell'ambito della stessa operazione, è stato imposto il blocco dell'accesso a centinaia di account sui social media. 

Nella dichiarazione della Procura si legge quanto segue: 

"A seguito del lavoro svolto dalla Direzione della Sicurezza di Istanbul, Ufficio per la lotta ai crimini informatici, in coordinamento con l'Ufficio investigativo sui crimini informatici della Procura della Repubblica di Istanbul; al fine di proteggere la famiglia, i nostri bambini e i nostri giovani da ogni tipo di abuso, è stato imposto il blocco dell'accesso a 419 account sui social media e a link ritenuti contenenti materiale osceno, identificati come autori di pubblicazioni a contenuto osceno sulle piattaforme social."

Nell'ambito delle operazioni condotte in 15 province in tutta la Turchia contro le organizzazioni per i diritti LGBTI+ e gli attivisti, è stato bloccato l'accesso a numerosi account sui social media, inclusi quelli del giornalista Şirin Payzın, del giornalista İrfan Değirmenci, di soL Haber, della Coalizione delle Donne (Kadın Koalisyonu) e della Federazione delle Associazioni Femminili della Turchia su X.