La decisione di Nike sulla Turchia fa discutere: stop agli acquisti online

Il marchio di abbigliamento sportivo Nike ha sospeso gli acquisti online verso la Turchia a causa delle nuove tasse introdotte sui prodotti provenienti dall'estero.

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Nike ha annunciato la decisione di sospendere temporaneamente gli acquisti online a causa delle nuove normative fiscali introdotte sui prodotti che arrivano in Turchia dall'estero. 

Nella dichiarazione rilasciata dall'azienda in merito alla questione si legge quanto segue:

"Continuiamo a esaminare l'impatto delle recenti modifiche alla legislazione doganale turca sull'esperienza di acquisto dei nostri consumatori in Turchia. 

In questo processo, poiché come Nike non possiamo garantire che gli ordini dei nostri consumatori arrivino senza problemi e in tempo, purtroppo siamo costretti a sospendere per il momento gli ordini online effettuati dalla Turchia.


RIGUARDO ALLA MODIFICA DELLA LEGISLAZIONE DOGANALE

La modifica legislativa è arrivata dopo che il Ministro del Commercio Ömer Bolat ha dichiarato di aver messo sotto controllo le micro-importazioni effettuate dall'estero, in particolare quelle dal colosso cinese Temu.

I decreti presidenziali sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Con la decisione riguardante la modifica del decreto sull'applicazione di alcuni articoli della Legge Doganale n. 4458, sono state modificate le aliquote fiscali fisse per le merci importate dall'estero.

Nella decisione sulla Legge Doganale n. 4458, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e firmata dal Presidente, si legge quanto segue:

"Il primo comma dell'articolo 62 del Decreto sull'applicazione di alcuni articoli della Legge Doganale n. 4458, entrato in vigore con la Decisione del Consiglio dei Ministri del 29/9/2009 n. 2009/15481, è stato modificato come segue. Sulle merci che arrivano a una persona fisica tramite posta o corriere espresso, che non hanno natura e quantità commerciale, il cui valore non supera i 30 Euro, e sulle merci di tipo farmaceutico il cui valore non supera i 1500 Euro, viene riscossa un'imposta unica e fissa basata sul valore; pari al 30 percento se provengono direttamente dai paesi dell'Unione Europea, al 60 percento se provengono da altri paesi, e un ulteriore 20 percento in aggiunta alle aliquote di cui sopra nel caso in cui si tratti di merci incluse nell'elenco (IV) allegato alla Legge sull'Imposta sul Consumo Specifico n. 4760 del 6/6/2002. L'espressione "150" contenuta nella lettera (b) del primo comma dell'articolo 126 dello stesso Decreto è stata modificata in "30"."