L'uscita di Trump sulle armi: 'Non sono soddisfatto dei curdi, non hanno restituito le armi'

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto un'osservazione significativa, dichiarando che le armi fornite ai gruppi curdi nella regione non sono state restituite. Il generale di brigata in pensione Naim Babüroğlu ha suggerito che dietro questa dichiarazione potrebbe esserci una strategia più ampia incentrata sull'Iran.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato una dichiarazione sorprendente riguardo ai gruppi curdi nella regione. Nella sua ultima esternazione, Trump ha affermato: "Non sono soddisfatto di quanto accaduto con i curdi. Non hanno restituito le armi che abbiamo dato loro", portando a galla la tensione tra Washington e gli attori regionali.

BABÜROĞLU: "IL VERO OBIETTIVO È L'IRAN"

Analizzando queste parole di Trump, il generale di brigata in pensione Naim Babüroğlu ha sostenuto che la questione non sia solo un semplice intoppo logistico. Nella sua valutazione, Babüroğlu ha dichiarato: "Ciò a cui Trump si riferisce sono le armi fornite al PKK e ad altri gruppi per un possibile attacco o un'operazione di contenimento contro l'Iran. Il fatto che queste munizioni non siano state restituite dimostra la tendenza della struttura armata nella regione ad agire indipendentemente dal controllo degli Stati Uniti".

"AVREBBERO DOVUTO DEPORRE LE ARMI"

Nel prosieguo della sua dichiarazione, Babüroğlu ha sottolineato che le promesse di "disarmo" nella regione non riflettono la realtà. Affermando che alla base del risentimento di Trump vi sia il mancato rispetto delle promesse fatte in precedenza, Babüroğlu ha riassunto la situazione con queste parole:

"Si riferisce alle armi che ha dato al PKK e ad altri gruppi per un attacco all'Iran. Il PKK avrebbe dovuto deporre le armi, no... È per questo..."