L'Autorità garante della concorrenza avvia un'indagine su tre grandi aziende di e-commerce

L'Autorità garante della concorrenza (Rekabet Kurumu) ha avviato un'indagine su Trendyol (DSM Grup Danışmanlık İletişim ve Satış Ticaret AŞ), già multata per oltre 61 milioni di lire turche e spesso al centro delle cronache per presunte attività di lobby contro la legge sull'e-commerce, e sui suoi concorrenti Amazon Turchia e Hepsiburada.

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L'Autorità garante della concorrenza ha avviato un'indagine su Trendyol (DSM Grup Danışmanlık İletişim ve Satış Ticaret AŞ), Hepsiburada (D-Market Elektronik Hizmetler ve Ticaret AŞ) e Amazon Turchia.

In una dichiarazione rilasciata dal Consiglio per la concorrenza si legge: "L'indagine preliminare condotta su D-Market Elektronik Hizmetler ve Ticaret AŞ al fine di determinare se sia stata violata la legge n. 4054 sulla tutela della concorrenza è stata conclusa dal Consiglio per la concorrenza.

Il Consiglio per la concorrenza, dopo aver discusso nella riunione del 19.10.2023 le informazioni, i documenti e le conclusioni ottenute durante l'indagine preliminare, ha ritenuto le prove serie e sufficienti e ha deciso, con la delibera n. 23-49/940-M, di avviare un'indagine su D-Market Elektronik Hizmetler ve Ticaret AŞ, DSM Grup Danışmanlık İletişim ve Satış Ticaret AŞ e Amazon Turkey Perakende Hizmetleri Limited Şirketi, che applicano meccanismi di determinazione automatica dei prezzi".

TRENDYOL ERA STATA MULTATA PER 61 MILIONI

Nei mesi scorsi, Trendyol era finita al centro dell'attenzione per aver fatto pubblicare sul quotidiano Cumhuriyet notizie manipolatorie contro la legge sull'e-commerce in cambio di pagamenti non registrati, per le sue attività contro la legge sull'e-commerce e per la multa di 61 milioni di lire inflitta dall'Autorità garante della concorrenza.

Nella dichiarazione pubblicata sul sito web dell'Autorità garante della concorrenza, a seguito della discussione del fascicolo da parte del Consiglio, era stato deciso di infliggere una sanzione amministrativa di 61 milioni 342 mila 847 lire a Trendyol, con la motivazione che l'azienda aveva interferito con l'algoritmo e utilizzato i dati dei venditori terzi che operano sul marketplace per ottenere un vantaggio sleale nelle proprie attività di vendita al dettaglio, e che tali azioni erano di natura tale da ostacolare le attività dei concorrenti. La decisione è stata presa all'unanimità, con possibilità di ricorso presso i tribunali amministrativi di Ankara entro 60 giorni dalla notifica della sentenza motivata".

LO SCANDALO DEL DENARO NON REGISTRATO HA AVUTO GRANDE RISONANZA NEI MEDIA

La direzione della comunicazione aziendale di Trendyol, i rappresentanti della società GTC Communication, che gestisce le attività di consulenza alla comunicazione, e i loro legali hanno evitato di rilasciare dichiarazioni in merito alle notizie apparse sui media riguardanti la pubblicazione di "notizie manipolatorie in cambio di denaro", lasciando senza risposta le insistenti domande dei giornalisti.

Tuttavia, il presidente della Fondazione Cumhuriyet, Alev Coşkun, in una dichiarazione al giornalista di Cumhuriyet Ahmet Yavuz, ha ammesso che il denaro era stato ricevuto e ha affermato che era stato restituito. Questa dichiarazione di Alev Coşkun ha avuto una vasta eco sui media.

Non è noto a quali condizioni il denaro sia stato restituito o a chi. Dal canto suo, Trendyol ha risposto alla domanda "Avete ricevuto indietro il denaro, chi lo ha preso?" dicendo: "Non bisognerebbe rivolgere questa domanda ad Alev Coşkun?"

Il processo di pubblicazione di notizie manipolatorie in cambio di denaro ricevuto da Trendyol è stato portato all'attenzione della magistratura, del Consiglio della stampa e della Direzione generale delle fondazioni. L'indagine prosegue ed è stata approfondita, in particolare dalla Direzione generale delle fondazioni.

Sebbene sia stata condivisa una dichiarazione da parte di Cumhuriyet secondo cui la magistratura avrebbe preso una decisione favorevole riguardo agli indagati, è noto che il processo giudiziario è ancora in corso.