Iran: "Abbiamo preso di mira gli impianti industriali di Haifa come rappresaglia"

Dopo che Israele ha colpito obiettivi energetici e di difesa in Iran, Teheran ha annunciato di aver colpito gli impianti di Haifa, ritenendo gli Stati Uniti responsabili delle conseguenze.

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Mentre proseguono i colloqui diplomatici per un compromesso tra Stati Uniti e Iran, la tensione in Medio Oriente è tornata a salire. In seguito all'attacco di Israele alle infrastrutture petrolifere e di difesa aerea iraniane, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha avviato una rappresaglia, annunciando di aver colpito con missili gli impianti industriali e petrolchimici situati nella critica città portuale di Haifa, nel nord di Israele. Nella dichiarazione ufficiale si legge: "Gli Stati Uniti saranno responsabili delle conseguenze economiche che ne deriveranno".

Mentre si portano avanti sforzi per il cessate il fuoco e una diplomazia sotterranea in Medio Oriente, la crisi è entrata in una nuova fase con l'uso dei missili sul campo. Dopo che l'esercito israeliano ha colpito il complesso petrolchimico strategico e le batterie di difesa aerea nella città di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest dell'Iran, la risposta di Teheran è arrivata rapidamente.

"WASHINGTON RESPONSABILE DELLE CONSEGUENZE DI QUESTO GIOCO PERICOLOSO"

Nella dichiarazione ufficiale rilasciata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), è stato confermato l'attacco missilistico contro il complesso industriale nella baia di Haifa, con le seguenti precisazioni:

"Gli attacchi del nemico (Israele) contro i nostri impianti petrolchimici a Mahshahr hanno ricevuto una risposta di pari intensità, e infrastrutture industriali e fabbriche simili ad Haifa sono state prese di mira con missili. Il fatto che Israele abbia preso di mira aree civili e la nostra industria petrolifera ha dato il via a un gioco estremamente pericoloso che potrebbe colpire profondamente tutti i centri energetici globali della regione. Gli Stati Uniti saranno pienamente responsabili delle conseguenze economiche globali e delle rotture nei mercati che deriveranno da questa sconsiderata aggressione".

COLPITI UNA RAFFINERIA DI PETROLIO E SERBATOI DI CARBURANTE AD HAIFA

Secondo le informazioni riportate dai media israeliani e da fonti locali, a seguito degli attacchi missilistici congiunti effettuati dall'Iran e dal Libano, il gigantesco complesso di raffinerie di petrolio nella baia di Haifa è stato colpito.

È stato riferito che, dopo l'attacco, è scoppiato un incendio in un edificio industriale all'interno del complesso della raffineria e che un grande serbatoio di carburante è stato danneggiato. Numerose squadre di vigili del fuoco e di soccorso sono state inviate nella zona.

Mentre il canale televisivo israeliano Channel 13 ha annunciato che le fabbriche petrolchimiche sono state colpite, si segnala che le autorità israeliane, per proteggere la sicurezza energetica e la gestione dell'opinione pubblica interna, hanno applicato una rigida censura militare sulle dimensioni dei danni, descrivendo alcune delle esplosioni come "frammenti di schegge caduti dai missili intercettori".

LA MINACCIA DI DONALD TRUMP: "VEDRETE LA RISPOSTA MOLTO PRESTO"

Mentre le sirene suonavano in tutto Israele, in particolare a Tel Aviv, a causa della risposta missilistica iraniana, non si è fatta attendere la reazione della scena internazionale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una dichiarazione a caldo riguardante questa mossa strategica dell'Iran contro gli impianti industriali di Haifa, ha usato un tono duro. Trump ha minacciato apertamente il governo di Teheran dicendo: "Vedrete molto presto la risposta all'attacco dell'Iran ad Haifa".

Gli esperti interpretano il fatto che i due paesi abbiano iniziato a colpire direttamente le rispettive infrastrutture energetiche e petrolchimiche come la prova più chiara che la guerra regionale si è evoluta in un "fronte di guerra economica" che scuoterà i prezzi globali del petrolio e la sicurezza degli approvvigionamenti.