Intervento davanti al ministero contro i minatori in cerca di giustizia: 110 lavoratori arrestati
I minatori della Doruk Madencilik, partiti da Eskişehir per marciare su Ankara e rivendicare i propri diritti, hanno iniziato uno sciopero della fame davanti al ministero dopo 9 giorni di cammino. Durante l'intervento della polizia, 110 minatori sono stati fermati.
12punto
I lavoratori della Doruk Madencilik, che chiedevano il pagamento di stipendi e indennità arretrate, hanno concluso ad Ankara la marcia iniziata il 13 aprile da Eskişehir. La protesta, guidata dal sindacato Bağımsız Maden-İş, è durata 9 giorni.
INTERVENTO DAVANTI AL MINISTERO
La polizia è intervenuta contro i lavoratori che si stavano dirigendo verso il Ministero dell'Energia e delle Risorse Naturali nella capitale. Dopo l'intervento, ai minatori è stato permesso di proseguire la marcia per un breve tratto, fino a raggiungere l'edificio del ministero.
INIZIATO LO SCIOPERO DELLA FAME
Riuniti davanti al ministero, i lavoratori si sono tolti le magliette e hanno annunciato l'inizio di un sit-in e di uno sciopero della fame, gridando: "Siamo affamati, siamo poveri, siamo nudi".
110 MINATORI FERMATI
In una dichiarazione rilasciata dal sindacato Bağımsız Maden-İş, è stato riferito che un totale di 110 minatori sono stati fermati durante la protesta. Nel comunicato pubblicato sull'account social del sindacato si legge quanto segue:
"110 minatori sono stati fermati!
Mentre aspettavamo di trovare un interlocutore davanti al Ministero dell'Energia, la risposta è stata l'arresto di 110 nostri compagni. Noi siamo minatori, non ci lasciamo intimidire dai fermi; usciremo e continueremo da dove abbiamo lasciato. Lo avevamo già detto: siamo venuti ad Ankara con il nostro sudario, siamo qui!"
110 MINATORI FERMATI!
— Bağımsız Maden İş (@bagimsizmadenis) April 21, 2026
Mentre aspettavamo di trovare un interlocutore davanti al Ministero dell'Energia, la risposta è stata l'arresto di 110 nostri compagni. Noi siamo minatori, non ci lasciamo intimidire dai fermi, usciremo e continueremo da dove abbiamo lasciato.
Lo avevamo già detto: siamo venuti ad Ankara con il nostro sudario, siamo qui!… pic.twitter.com/6QynXRhryV