Inizia il processo per l'omicidio di Ayşe Tokyaz: le parole sfacciate dell'assassino Cemil Koç
Oggi ha inizio il processo per l'omicidio di Ayşe Tokyaz, studentessa universitaria uccisa dall'ex agente di polizia Cemil Koç, il cui corpo era stato abbandonato in una valigia a bordo strada a Küçükçekmece. Nove imputati, tra cui il presunto assassino Cemil Koç, sono comparsi per la prima volta davanti al giudice.
İHA
Oggi ha inizio il processo per l'omicidio di Ayşe Tokyaz, la studentessa universitaria di 22 anni uccisa l'11 luglio a Küçükçekmece dall'ex agente di polizia Cemil Koç, il cui corpo era stato riposto in una valigia e abbandonato a bordo strada a Eyüpsultan. Nel processo, che si terrà presso la 2ª Corte d'Assise di Küçükçekmece, nove imputati, tra cui il presunto assassino Cemil Koç, compariranno oggi per la prima volta davanti al giudice.
All'udienza presso la 2ª Corte d'Assise di Küçükçekmece hanno partecipato i nove imputati, tra cui il detenuto Cemil Koç, le parti lese, ovvero la sorella gemella Esra e la madre Halime Tokyaz, rappresentanti di organizzazioni della società civile e numerosi giornalisti. L'udienza è iniziata con l'appello degli imputati.
L'IMPUTATO CEMIL KOÇ: "GUARDO DOVE VOGLIO"
In aula, dopo che Cemil Koç ha fissato Esra Tokyaz, quest'ultima ha reagito. In seguito all'affermazione di Koç, "Guardo dove voglio", la parte lesa Tokyaz ha lanciato contro gli imputati la cornice contenente la foto di Ayşe Tokyaz e un bicchiere d'acqua presenti sul tavolo. Il Presidente della Corte ha ammonito gli imputati affinché rivolgano lo sguardo solo verso il banco della giuria.
L'udienza prosegue con le deposizioni degli imputati.
DALL'ATTO DI ACCUSA
Nell'atto di accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Küçükçekmece, Ayşe Tokyaz figura come 'vittima', la sorella gemella Esra Tokyaz come 'parte lesa', e 9 persone, tra cui il sospettato Cemil Koç (38 anni), come 'indagati'.
Nell'atto di accusa si afferma che il giorno del fatto la parte lesa Esra Tokyaz si era recata al commissariato di polizia di Halkalı a Küçükçekmece per sporgere denuncia, dichiarando di aver parlato in videochiamata con la sorella Ayşe Tokyaz, la quale presentava lividi sul volto e sulla bocca ed era coperta di sangue; Ayşe aveva riferito a Esra di essere stata picchiata da Cemil Koç e le aveva comunicato l'indirizzo in cui si trovava. Esra Tokyaz si era recata all'indirizzo indicato per vedere la sorella, ma Cemil Koç aveva aperto la porta dicendole che la sorella non era lì. Esra Tokyaz aveva cercato Ayşe Tokyaz per 3 giorni e, non riuscendo a trovarla, aveva informato la polizia, sporgendo denuncia contro Cemil Koç per aver picchiato e sequestrato la sorella.
KOÇ HA 8 PRECEDENTI PENALI
Nell'atto di accusa si specifica che Cemil Koç e Ayşe Tokyaz erano legati sentimentalmente da qualche tempo e che Koç era stato espulso dal corpo di polizia; viene inoltre riportato che Koç ha un totale di 8 precedenti penali, tra cui 1 morte sospetta, 3 lesioni personali intenzionali e 1 minaccia. L'atto di accusa riporta che la vittima Tokyaz soggiornava talvolta a casa dell'imputato Koç e che l'ultima volta, il 7 luglio, quattro giorni prima dell'evento, si era recata presso l'abitazione dove aveva litigato con Cemil Koç. In seguito al litigio, Tokyaz era tornata nel dormitorio studentesco dove alloggiava a Beşiktaş e aveva videochiamato la sorella Esra Tokyaz, mostrandole ecchimosi e sanguinamento sul volto e riferendole di essere stata picchiata da Cemil Koç. Esra Tokyaz si era quindi recata sul posto insieme a Cemal Arslan; il sospettato Cemil Koç aveva aperto la porta e, dopo che Esra Tokyaz aveva restituito gli anelli e chiesto di Ayşe Tokyaz, Koç aveva risposto che la ragazza aveva lasciato la casa. Esra Tokyaz, vedendo le scarpe di Ayşe davanti alla porta, aveva temuto per la vita della sorella e si era rivolta al commissariato di polizia.
IL RAPPORTO DELL'ISTITUTO DI MEDICINA LEGALE: RILEVATE TRACCE DI COCAINA NEL CORPO DI TOKYAZ
Nell'atto di accusa è stato inserito anche il rapporto autoptico preparato dal Dipartimento di Medicina Legale dell'Istituto di Medicina Legale (ATK) di Istanbul. Il rapporto indica che nel corpo di Ayşe Tokyaz sono state rinvenute tracce di diverse sostanze a base di cocaina, mentre nella cistifellea e nelle urine sono state rilevate sostanze stupefacenti o psicotrope. È stato accertato che la morte della vittima, nei cui fluidi corporei sono stati identificati metaboliti di sostanze stimolanti, è avvenuta a causa di un'emorragia cerebrale associata a una frattura dell'osso nasale dovuta a un trauma cranico contusivo; sono stati inoltre riscontrati segni di percosse sul cranio e sul labbro inferiore, oltre a una macchia di sangue sugli indumenti.
RICHIESTA L'ERGASTOLO OSTATIVO PER CEMIL KOÇ E IL SUO COMPLICE
Nell'atto di accusa, per l'imputato Cemil Koç è stata richiesta la condanna all'ergastolo ostativo per il reato di 'omicidio premeditato ai danni di una donna, commesso con crudeltà e infliggendo sofferenze', oltre a una pena da 4 a 15 anni di reclusione per i reati di 'sequestro di persona mediante violenza, minaccia o inganno' e 'estorsione'. Per gli altri 7 imputati detenuti è stata richiesta una pena da 15 a 20 anni di reclusione per il reato di 'concorso in omicidio premeditato ai danni di una donna, commesso con crudeltà e infliggendo sofferenze'. Poiché è stato accertato che Oğuz Kal ha partecipato al crimine commesso dal sospettato Cemil Koç, è stata richiesta la condanna all'ergastolo ostativo per 'concorso in omicidio premeditato ai danni di una donna, commesso con crudeltà e infliggendo sofferenze', oltre a una pena da 3 a 12 anni di reclusione per gli altri reati.
D'altra parte, l'atto di accusa era già stato accettato dalla 2ª Corte d'Assise di Küçükçekmece.