Indiscrezione: Il disarmo dell'organizzazione terroristica PKK slitterà a quella data! 'Possibile crisi in commissione...'
Mehmet Tezkan, editorialista di Halk TV, sostiene che il disarmo dell'organizzazione terroristica PKK slitterà al 2026 e avverte che nella commissione istituita presso la Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) potrebbe scoppiare una crisi da un momento all'altro.
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Dopo che un gruppo di terroristi del PKK ha deposto le armi in una simbolica 'cerimonia' nella città irachena di Sulaymaniyah, nell'ambito del nuovo processo di apertura promosso dal leader dell'MHP Devlet Bahçeli e definito dal governo come "Turchia senza terrorismo", l'attenzione si è spostata sulla commissione presso la TBMM.
La commissione, denominata Commissione per la Solidarietà Nazionale, la Fratellanza e la Democrazia, ha tenuto la sua prima riunione martedì. La seconda riunione si terrà venerdì.
Nonostante il passaggio alla fase di commissione, uno dei temi che desta maggiore curiosità nell'opinione pubblica rimane il completo disarmo dell'organizzazione terroristica PKK.
L'editorialista di Halk TV, Mehmet Tezkan, ha avanzato ipotesi sorprendenti riguardo al calendario del disarmo del PKK e alla commissione istituita presso la TBMM.
Sostenendo che l'Alleanza Popolare (Cumhur İttifakı) non abbia ottenuto i risultati sperati nell'estate del 2025, Tezkan ha lanciato un'accusa significativa. Affermando: "La mia tesi è che il governo abbia rinviato l'addio alle armi del PKK all'estate del 2026", ha sostenuto che il processo sia stato posticipato.
PROBLEMI DI FIDUCIA ALL'OMBRA DELLA CRISI ECONOMICA
Tezkan ha sottolineato che dietro questa decisione del governo vi è l'impatto della crisi economica. “Mentre le tasche dei cittadini bruciano, non c'è né la voglia né la concentrazione per occuparsi di spegnere l'incendio del terrorismo, né la forza per applaudire... Finché l'incendio nell'economia non sarà spento o almeno sotto controllo, finché non si formerà la convinzione che la grande depressione stia finendo e finché il tasso di disoccupazione, schizzato al 33% (13 milioni), non inizierà a scendere, nessuno si volterà a guardare, anche se il governo andasse nello spazio”, ha sottolineato, evidenziando che la priorità della società è l'economia.
Nel prosieguo del suo articolo, Tezkan ha sollevato anche le dichiarazioni del Ministro del Tesoro e delle Finanze Mehmet Şimşek in merito all'inflazione.
“PUÒ RIUSCIRCI CON L'AIUTO DEL TÜİK!”
Tezkan ha ricordato le parole del Ministro Şimşek, secondo cui l'inflazione sarà al 29,9% alla fine del 2025 e scenderà sotto il 20% nell'ultimo trimestre del 2026. “Mehmet Şimşek sostiene che chiuderemo il 2025 con un'inflazione al 29,9% e che nell'ultimo trimestre del 2026 l'inflazione scenderà sotto il 20%... Ovvero al livello di cinque anni fa... L'anno in cui Erdoğan mise in atto la politica del 'Nas'... Ci riuscirà? Può riuscirci con l'aiuto del TÜİK!...”, ha affermato Tezkan, sostenendo che in un simile scenario il disarmo del PKK porterebbe vantaggi politici al governo. Per questo motivo, ha ipotizzato che il processo di disarmo sia stato rinviato alla primavera e all'estate del 2026:
“Se il PKK deponesse le armi in questo contesto, se i terroristi si arrendessero in questo clima, il governo ne trarrebbe vantaggio... Per questo dico che rinvieranno il processo di disarmo ai mesi di primavera ed estate del 2026... D'altronde, se si guarda al calendario del processo, si punta al più presto ai mesi primaverili del 2026...”
POSSIBILE TENSIONE IN COMMISSIONE
Nel suo articolo, Tezkan ha anche commentato le basi politiche del processo di disarmo, segnalando che nella commissione preparatoria potrebbe scoppiare una crisi da un momento all'altro. Affermando che il CHP, facendo riferimento al nome della commissione, potrebbe presentare proposte in direzione della democratizzazione, Tezkan ha espresso che il governo potrebbe trovarsi in difficoltà su questo punto.
Sottolineando che le dichiarazioni dell'AKP fatte all'inizio dell'estate, secondo cui “questo processo deve essere completato in tre mesi e il disarmo deve avvenire durante i mesi estivi”, sono ormai uscite dall'agenda, Tezkan ha osservato: “Il CHP, visto che nel nome della commissione c'è la parola democrazia, potrebbe presentare varie proposte sulla via della democratizzazione e metterle ai voti. Potrebbe mettere in difficoltà il duo AKP/MHP... Se notate, non si sentono più le voci dei portavoce dell'AKP che all'inizio dell'estate dicevano che questa faccenda doveva finire in tre mesi, che il disarmo doveva avvenire quest'estate, che la commissione doveva preparare le sue proposte entro il 1° ottobre e che il prolungamento del processo avrebbe causato provocazioni... Perché le loro aspettative non si sono realizzate... Per questo dicono 'quest'anno è passato, speriamo l'anno prossimo!'... Il fatto che la commissione preparatoria lavorerà fino al 31 dicembre 2025 ne è il segnale...”, evidenziando così che il processo si prolungherà.