Indagine sulla truffa dei 'bot' per gli appuntamenti del visto Schengen: 49 indagati in 6 province

Il Ministro della Giustizia Akın Gürlek ha annunciato l'avvio di procedimenti giudiziari contro 49 sospettati nell'ambito di un'indagine condotta in 6 province sulle presunte irregolarità nei processi di prenotazione degli appuntamenti per il visto Schengen.

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Il Ministro della Giustizia Akın Gürlek ha annunciato che è in corso un'indagine su larga scala in merito alle presunte irregolarità nel processo di richiesta del visto Schengen, che di recente hanno suscitato forti polemiche. È stato riferito che, nell'ambito dell'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Istanbul, è stata decisa l'apertura di procedimenti giudiziari nei confronti di 49 sospettati.

HANNO BLOCCATO GLI APPUNTAMENTI CON SOFTWARE 'BOT'

Il Ministro Gürlek ha precisato che la procura si è concentrata in particolare sulle reti che rendevano di fatto impossibile per i cittadini ottenere direttamente un appuntamento per il visto con i propri mezzi. Secondo le accuse, i sospettati intervenivano esternamente sui sistemi di prenotazione utilizzando software speciali chiamati "bot", accaparrandosi in massa i posti limitati disponibili. È stato dichiarato che, per chiarire l'aspetto finanziario della vicenda, è stato avviato un dettagliato processo di revisione contabile che copre il periodo tra gennaio 2024 e luglio 2026.

Fonte: Getty Images

DATI PERSONALI TRASFERITI SENZA AUTORIZZAZIONE

Secondo le "solide prove" contenute nel fascicolo dell'indagine, le persone e le istituzioni sospettate richiedevano ai cittadini somme esorbitanti con la promessa di visti garantiti o appuntamenti, sotto pretesti come "software", "consulenza" e "spese di servizio". Tuttavia, è stato accertato che, anche nei casi in cui i servizi promessi non venivano forniti, non veniva effettuato alcun rimborso ai cittadini. Inoltre, è stato rilevato che i dati personali sensibili dei richiedenti venivano trasferiti illegalmente a sistemi digitali privati. È stato reso noto che l'operazione è stata condotta simultaneamente in 63 diversi indirizzi situati a Istanbul, Ankara, Antalya, Balıkesir, Bursa e Smirne.

BORSA NERA DEGLI APPUNTAMENTI A 1000 EURO

Il fatto che trovare un appuntamento per il visto si fosse trasformato in una vera e propria crisi, specialmente durante i periodi estivi, era già stato denunciato ai massimi livelli dai rappresentanti del settore turistico. Il presidente dell'Associazione delle Agenzie di Viaggio Turche (TÜRSAB), Firuz Bağlıkaya, nelle sue avvertenze del 29 maggio, aveva sottolineato che gli appuntamenti che apparivano improvvisamente nel sistema a mezzanotte, la mattina di un giorno festivo o la domenica venivano bloccati in pochi secondi tramite software bot. Bağlıkaya aveva sostenuto che gli appuntamenti, che in condizioni normali dovrebbero essere accessibili, venivano venduti al mercato nero fino a mille euro in casi di emergenza. Il governo aveva avviato un'indagine a giugno su sette aziende al centro delle accuse.

LA TURCHIA AL SECONDO POSTO PER RICHIESTE

Le attuali statistiche sui visti Schengen pubblicate dalla Commissione Europea, l'organo esecutivo dell'Unione Europea, mettono in luce l'intensità della domanda di viaggi verso l'Europa da parte della Turchia. Secondo i dati ufficiali, la Turchia, con ben 1 milione e 268 mila richieste effettuate nel 2025, si posiziona come il secondo paese al mondo per numero di domande di visto Schengen, dopo la Cina.