Indagine sul Parco Gezi: la procura richiede le registrazioni delle trasmissioni

Nell'ambito dell'inchiesta sul Parco Gezi, che ha portato all'arresto di Ayşe Barım, titolare di ID Danışmanlık, la procura ha avviato un esame anche sulle emittenti che hanno coperto le proteste del 2013. È stata richiesta al RTÜK la documentazione delle trasmissioni di quel periodo.

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Nell'ambito dell'inchiesta sulle proteste del Parco Gezi, Ayşe Barım, manager, fondatrice e socia della ID Danışmanlık Limited Şirketi, era stata arrestata venerdì scorso con l'accusa di “tentato rovesciamento del governo della Repubblica di Turchia o impedimento dell'esercizio delle sue funzioni”. Facendo un nuovo passo avanti nelle indagini, la Procura della Repubblica di Istanbul ha messo sotto la lente d'ingrandimento le organizzazioni mediatiche che, secondo le accuse, avrebbero diffuso trasmissioni di natura propagandistica durante le manifestazioni del 2013.

RICHIESTE LE REGISTRAZIONI   

Nella nota inviata al Consiglio Supremo della Radio e della Televisione (RTÜK), la procura ha sottolineato che le trasmissioni relative alle proteste del Parco Gezi, a partire dal 27 maggio 2013, avrebbero creato le condizioni per la diffusione degli eventi sociali, richiedendo che le registrazioni di tali trasmissioni vengano allegate al fascicolo d'indagine. Dopo la preparazione del dossier da parte del RTÜK, si prevede che i responsabili delle testate mediatiche individuate verranno convocati dalla procura in qualità di indagati per rendere testimonianza.

INCHIESTA PER 'FALSA TESTIMONIANZA' CONTRO PERSONAGGI FAMOSI   

Nell'ambito dell'inchiesta, molti personaggi famosi, tra cui Halit Ergenç, Bergüzar Korel, Nehir Erdoğan, Dolunay Soysert, Rıza Kocaoğlu, Mehmet Günsür, Nejat İşler e Ceyda Düvenci, sono stati ascoltati come testimoni. Halit Ergenç e Rıza Kocaoğlu, nelle loro deposizioni, hanno dichiarato di non aver agito sotto la direzione di Ayşe Barım e di non avere rapporti stretti con Mehmet Ali Alabora. Tuttavia, la procura ha aperto un'indagine per “falsa testimonianza” contro i due, sostenendo che tali dichiarazioni fossero volte a favorire l'indagata.