Indagine dell'Autorità Garante della Concorrenza su Google
L'Autorità Garante della Concorrenza ha avviato un'indagine su Google per discrepanze nella fatturazione pubblicitaria.
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In una dichiarazione scritta rilasciata dall'Autorità Garante della Concorrenza si legge: "È stato deciso di avviare un'indagine su Google, ai sensi dell'articolo 41 della Legge n. 4054 sulla tutela della concorrenza, al fine di determinare se le pratiche di fatturazione e le pratiche commerciali attuate nei confronti dei clienti inserzionisti e delle agenzie pubblicitarie, nell'ambito dei servizi di pubblicità online offerti da Google, violino l'articolo 6 della medesima legge".
Nella dichiarazione, in cui si sottolinea che il settore della pubblicità online possiede una struttura multilaterale che consente agli inserzionisti di raggiungere il proprio pubblico di riferimento attraverso canali digitali, si afferma: "In questo sistema, gli inserzionisti e gli editori che offrono spazi pubblicitari su siti web, applicazioni e canali digitali simili vengono messi in contatto tramite vari servizi di tecnologia pubblicitaria.
Grazie a questi servizi, l'inventario pubblicitario digitale viene commercializzato attraverso sistemi software e la compravendita di spazi pubblicitari, in particolare per quanto riguarda la pubblicità display, viene effettuata in gran parte tramite processi automatizzati. Le attività pubblicitarie nel settore sono condotte nell'ambito delle relazioni stabilite tra inserzionisti, agenzie pubblicitarie e fornitori di servizi di pubblicità digitale.
Mentre gli inserzionisti sono la parte che fornisce la domanda pubblicitaria e il budget per la promozione dei propri prodotti e servizi, le agenzie pubblicitarie offrono servizi strategici e commerciali agli inserzionisti in ambiti quali la pianificazione delle campagne, la selezione dei canali digitali appropriati, la gestione del budget pubblicitario e la rendicontazione dei risultati delle performance", si legge nella nota.
'RIGUARDO A EVENTUALI PRATICHE DISCRIMINATORIE'
In merito alle accuse oggetto dell'indagine, viene specificato: "La questione riguarda se Google, nell'ambito dei suoi servizi di pubblicità online, metta in atto pratiche discriminatorie emettendo fatture a clienti inserzionisti e agenzie pubblicitarie attraverso diverse entità giuridiche.
La base dell'esame in questione è costituita dal fatto che gli inserzionisti e le agenzie pubblicitarie fatturati tramite Google Irlanda sono soggetti all'obbligo di ritenuta alla fonte secondo la normativa fiscale turca, mentre gli inserzionisti e le agenzie pubblicitarie fatturati tramite la Turchia non sono soggetti a tale obbligo. In questo contesto, è stato valutato se la struttura di fatturazione internazionale e i relativi obblighi fiscali creino effetti di costo diversi per alcune imprese che rientrano nella stessa classificazione e se tali pratiche, producendo risultati discriminatori, costituiscano un abuso di posizione dominante ai sensi dell'articolo 6 della Legge n. 4054, tenendo conto in particolare delle classificazioni a cui sono soggetti gli inserzionisti e le agenzie pubblicitarie".
Il Consiglio per la Concorrenza, dopo aver discusso nella riunione del 5 marzo 2026 le informazioni, i documenti e le constatazioni ottenute nell'indagine preliminare avviata su Google nel gennaio 2026, ha ritenuto le prove serie e sufficienti, decidendo di aprire un'indagine su Google con il numero 26-08/233-M.
Durante il processo di indagine, verranno esaminati in dettaglio i criteri in base ai quali Google classifica gli inserzionisti e le agenzie pubblicitarie, se tale classificazione sia oggettiva, come tale classificazione si rifletta sulla pratica di fatturazione e quale impatto sui costi crei per le imprese, nonché se Google ponga in essere ulteriori comportamenti discriminatori sulla base della classificazione a cui sottopone gli inserzionisti e le agenzie pubblicitarie", si legge nella dichiarazione.