In arrivo una regolamentazione sulla vendita dei formaggi: non potranno più essere venduti con quel nome
Secondo la bozza del Comunicato sui Formaggi preparata dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, si propone di vietare la produzione e la commercializzazione di formaggi fusi che richiamino formaggi tradizionali come il tulum, l'örgü, il çeçil, il dil, il tel o il kaşar, al fine di evitare di trarre in inganno i consumatori.
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L'aumento dell'inflazione nel Paese ha causato cambiamenti anche sulle etichette dei prodotti alimentari nei supermercati.
Secondo quanto riportato da Cevdet Fırat Aydoğmuş del quotidiano Türkiye, il Comunicato del Codice Alimentare Turco sui Formaggi, entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'8 febbraio 2015, è in fase di aggiornamento.
Con la bozza del Comunicato sui Formaggi, viene vietata la produzione e la commercializzazione di formaggi fusi che richiamino formaggi tradizionali e regionali come il tulum, l'örgü, il çeçil, il dil, il tel o il kaşar, in modo da non trarre in inganno il consumatore.
LIMITI DI DIMENSIONE DEI CARATTERI E DI AROMATIZZAZIONE
La dimensione minima dei caratteri sulle etichette dei formaggi fusi, attualmente di 1,2 millimetri, sarà aumentata ad almeno 3 millimetri. Inoltre, nei formaggi aromatizzati, la percentuale totale di aromi è limitata al 6 percento.
È vietato l'uso di frutta a guscio, semi oleosi e cereali utilizzati come aromi sotto forma di pasta o purea. Viene impedito l'uso di espressioni relative allo scopo di utilizzo del formaggio al posto del nome del prodotto stesso nei formaggi fusi.
Il Ministero dell'Agricoltura aveva già introdotto una nuova regolamentazione sulle etichette alimentari ad aprile per proteggere i consumatori. Era stato vietato l'uso di espressioni come "... al gusto di", "... sapore di", "... piacere di" e simili, insieme al nome di un altro alimento di cui il prodotto non possiede le caratteristiche, nel nome o sull'etichetta di un alimento che potrebbe essere confuso con esso.