Il tribunale ha emesso la sentenza: definire qualcuno 'ministro degli affari criminali' rientra nella libertà di espressione

Didar Gül, membro di Mor Dayanışma, è stata assolta dall'accusa di "diffamazione" per aver definito l'ex Ministro dell'Interno Süleyman Soylu "ministro degli affari criminali" durante una conferenza stampa.

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Si è tenuta presso il 27° Tribunale Penale di Smirne la terza udienza del processo a carico di Didar Gül, membro di Mor Dayanışma, accusata di aver "diffamato" l'allora Ministro dell'Interno Süleyman Soylu.

All'udienza era presente l'avvocato di Gül.

L'avvocato difensore Evren Çıldır, nel corso dell'udienza, ha sostenuto che il discorso pronunciato durante la conferenza stampa, oggetto del processo, rientri nel diritto di critica nell'ambito della libertà di espressione. Affermando che tali espressioni non costituiscono reato, Çıldır ha richiesto l'assoluzione della sua assistita.

LA RICHIESTA DEL PUBBLICO MINISTERO

Il pubblico ministero, presentando le proprie conclusioni alla corte, ha dichiarato che, nonostante l'apertura del procedimento penale, l'espressione "ministro degli affari criminali" rientra nel diritto di critica, richiedendo pertanto l'assoluzione di Gül.

Il tribunale, nel pronunciare la sentenza, ha assolto Gül motivando la decisione con il fatto che il discorso si basava sulla libertà di espressione e sul diritto di critica.