Il presidente dell'IPA Gökce avverte: bisogna rinunciarvi completamente per proteggere la sicurezza dei nostri cittadini
Il Dr. Buğra Gökce, presidente dell'IPA (Agenzia di Pianificazione di Istanbul), ha rilasciato dichiarazioni in merito alla decisione della Corte Costituzionale secondo cui, riguardo alla sicurezza degli edifici abusivi o non conformi alle norme edilizie regolarizzati tramite il cosiddetto "condono edilizio" (imar barışı), non saranno responsabili solo i proprietari, ma anche le istituzioni pubbliche competenti.
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Gökce, in merito alla decisione della Corte Costituzionale secondo cui le istituzioni pubbliche saranno responsabili della sicurezza degli edifici regolarizzati tramite il "condono edilizio", ha dichiarato: "È necessario rinunciare completamente a pratiche come il condono edilizio, controllando e rafforzando il nostro patrimonio edilizio".
Gökce ha aggiunto: "La verità è evidente: i creatori dei condoni edilizi non possono risolvere i problemi delle nostre città né renderle resilienti".
"È NECESSARIO RINUNCIARVI COMPLETAMENTE"
Commentando la questione sul suo account social, Gökce ha affermato quanto segue:
??Yapı kayıt belgesi alan yapılarda deprem gibi etkenlerle yaşanabilecek olaylardan kamu kurumları da sorumlu olacak.
— Dr. Buğra Gökce (@gokcebugra) July 26, 2024
?? Demek ki adına İmar Barışı da deseniz imar affı çıkardığınızda ne afet risklerini bertaraf edilebiliyor, ne de idarenin denetim ve gözetim sorumluluğu ortadan… pic.twitter.com/IaLC9wRWI4
"Le istituzioni pubbliche saranno responsabili anche degli eventi che potrebbero verificarsi a causa di fattori come i terremoti negli edifici che hanno ottenuto il certificato di registrazione edilizia.
Ciò significa che, anche se lo chiamate 'Pace Edilizia' (Imar Barışı), quando emanate un condono edilizio, non è possibile eliminare i rischi di catastrofe, né viene meno la responsabilità di controllo e vigilanza dell'amministrazione. Si sta solo dando uno status legale a migliaia di edifici abusivi, trascurando o, per usare un eufemismo, rendendo più difficile che queste strutture diventino resistenti ai terremoti.
Con il regolamento entrato in vigore il 18 maggio 2018, le strutture non conformi alle licenze sono state incluse nell'ambito del condono edilizio.
Nell'ambito del relativo regolamento, il Comunicato sul Rilascio del Certificato di Registrazione Edilizia aveva introdotto la disposizione secondo cui "la resistenza dell'edificio al terremoto e la non conformità alle norme tecniche e artistiche sono responsabilità del proprietario dell'edificio".
Il Consiglio di Stato ha presentato ricorso presso la Corte Costituzionale, chiedendo l'annullamento di tale disposizione.
La Corte Costituzionale, accogliendo l'obiezione del Consiglio di Stato, ha deciso all'unanimità l'annullamento della disposizione in questione. Nella sentenza, la Corte ha sottolineato che è incostituzionale non poter intentare una causa per risarcimento danni contro l'amministrazione in una materia in cui la responsabilità di controllo e vigilanza dell'amministrazione stessa continua a sussistere.
Con l'annullamento di questa disposizione, i cittadini potranno ora fare causa all'amministrazione.
Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente, dell'Urbanizzazione e del Cambiamento Climatico, 7 milioni e 86 mila unità indipendenti, di cui 5 milioni e 849 mila residenziali e 1 milione e 237 mila commerciali, hanno beneficiato del condono edilizio. Sono stati rilasciati 3 milioni e 110 mila Certificati di Registrazione Edilizia.
La Turchia ha pagato un prezzo molto pesante con il regolamento sul condono edilizio. Nel terremoto del 6 febbraio, migliaia di edifici che avevano ottenuto il certificato di registrazione edilizia in questo modo hanno subito gravi danni e i nostri cittadini hanno perso la vita.
Per aumentare la resistenza sismica delle nostre città e proteggere la sicurezza dei nostri cittadini, è necessario rinunciare completamente a pratiche come il condono edilizio, controllando e rafforzando il nostro patrimonio edilizio.
La verità è evidente: i creatori dei condoni edilizi non possono risolvere i problemi delle nostre città né renderle resilienti".