Il dettaglio che colpisce nel rilascio di Rasim Ozan Kütahyalı
Sono emersi nuovi dettagli sul rilascio del commentatore televisivo Rasim Ozan Kütahyalı, arrestato con le accuse di "scommesse illegali", "frode aggravata", "corruzione" e "riciclaggio di denaro". È emerso che Kütahyalı è stato rilasciato d'ufficio dalla procura.
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Nell'ambito dell'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Adana con le accuse di "scommesse illegali", "frode aggravata", "corruzione" e "riciclaggio di denaro", Rasim Ozan Kütahyalı, fermato il 16 maggio, ha ottenuto la scarcerazione il 18 agosto.
Il giornalista Barış Pehlivan ha riferito che Kütahyalı è stato rilasciato d'ufficio dalla procura. Nel provvedimento di scarcerazione viene indicato che sono state valutate le nuove informazioni e i documenti presentati da Kütahyalı tramite il suo avvocato. Nella decisione si osserva che sono stati forniti riscontri concreti riguardo alla corrispondenza, per data e importo, tra i trasferimenti di denaro inviati sui conti di Kütahyalı da conti considerati sospetti nell'ambito dell'indagine e le transazioni POS che egli sostiene di aver effettuato personalmente.
È stato inoltre dichiarato che Kütahyalı ha fornito alle autorità inquirenti le identità e i recapiti delle persone con cui sostiene di aver effettuato le transazioni POS, rendendo così la sua difesa verificabile e controllabile. Nella decisione si afferma inoltre che, valutando congiuntamente lo stato di avanzamento dell'indagine, le nuove informazioni e i documenti presentati e le prove esistenti, il forte sospetto di reato a carico di Kütahyalı è diminuito rispetto alla fase precedente e che le prove sono state in gran parte raccolte.
Secondo quanto riferito da Barış Pehlivan, la motivazione del rilascio è stata così spiegata nel provvedimento:
“Dall'esame delle istanze presentate dal difensore dell'indagato Rasim Ozan Kütahyalı alla nostra Procura della Repubblica e dei documenti allegati, è emerso che sono stati forniti riscontri concreti, idonei a provare in via approssimativa la difesa, riguardo alla corrispondenza per data e importo tra i trasferimenti di denaro inviati sui conti dell'indagato da conti considerati sospetti nell'ambito dell'indagine e le operazioni di prelievo POS che l'indagato ha dichiarato di aver effettuato.
Inoltre, è emerso che l'indagato ha chiaramente esposto le identità e i recapiti delle persone con cui sostiene di aver effettuato le operazioni di prelievo POS, nonché le spiegazioni relative alle transazioni, rendendo così la sua difesa verificabile e controllabile.
Valutando congiuntamente lo stato di avanzamento dell'indagine, le nuove informazioni e i documenti presentati dall'indagato, la natura delle prove esistenti e le prove concrete che dimostrano l'esistenza del forte sospetto di reato necessario per la prosecuzione della misura cautelare, si è giunti alla conclusione che il forte sospetto di reato iniziale a carico dell'indagato è diminuito nella fase attuale, che le prove sono state in gran parte raccolte e che la prosecuzione della misura cautelare non sarebbe proporzionata.”