Il caso Erden Timur si approfondisce: il suo nome compare anche nel processo contro un'organizzazione criminale
Il nome di Erden Timur, presidente del consiglio di amministrazione di NEF Holding, arrestato con l'accusa di "riciclaggio di beni provenienti da attività illecite", è emerso anche nel processo avviato contro l'organizzazione criminale nota come "Şahinler". Negli atti giudiziari sono state riscontrate gravi accuse riguardanti le vendite di appartamenti nei progetti NEF.
12punto
Sono emersi nuovi dettagli sull'indagine condotta nei confronti di Erden Timur, presidente del consiglio di amministrazione di NEF Holding ed ex vicepresidente del Galatasaray Sportif A.Ş., arrestato la scorsa settimana. È stato accertato che il nome di Timur compare in un processo in corso contro l'organizzazione criminale nota al pubblico come "Şahinler".
FASCICOLO CON 59 IMPUTATI: IL PROCESSO PRESSO LA CORTE D'ASSISE
Nel processo che si sta svolgendo presso la 35ª Corte d'Assise di Istanbul, sono sotto processo 59 imputati accusati di legami con l'organizzazione criminale "Şahinler". Secondo le accuse contenute nel fascicolo, sarebbero state perpetrate frodi in alcune vendite di appartamenti nei progetti appartenenti a NEF.
Nel fascicolo sono state rinvenute testimonianze di vittime che denunciano irregolarità nei processi di vendita degli appartamenti della società di Erden Timur.
Secondo gli atti giudiziari, si sostiene che i membri dell'organizzazione criminale "Şahinler" abbiano trasferito a terzi, con la promessa di alti profitti, gli appartamenti acquistati nei progetti NEF.
In questo processo, si sostiene che Burak Tulum, indicato come una figura in posizione di autorità all'interno di NEF, sia intervenuto per creare fiducia tra le vittime e l'organizzazione.
Secondo le accuse, dopo le procedure di trasferimento, Burak Tulum avrebbe indirizzato le vittime verso altre persone con il pretesto di saldare i debiti verso NEF. Le vittime, convinte di pagare le rate a NEF, si sono rese conto di essere state truffate solo dopo aver ricevuto notifiche dalla società che segnalavano il mancato pagamento.
È stato denunciato che le vittime, una volta avviato l'iter di denuncia, siano state tenute a bada da Burak Tulum, che conoscevano come dirigente di NEF, e contemporaneamente minacciate dai membri dell'organizzazione criminale "Şahinler".
È stato inoltre registrato che il nome di Erden Timur compare nelle testimonianze rese dalle vittime in tribunale.
EMAIL INVIATA, MINACCE RICEVUTE DOPO 3 MINUTI
Una delle dichiarazioni delle vittime presenti nel fascicolo appartiene a Mehmet Ali Sarıkaya. Sarıkaya ha dichiarato che, appena tre minuti dopo aver inviato un'email a Erden Timur per spiegare la loro situazione, è stato contattato su WhatsApp da Hasan Akdeniz, uno dei leader dell'organizzazione criminale "Şahinler".
Nella sua testimonianza, Sarıkaya ha affermato che Akdeniz gli ha inviato lo screenshot dell'email scattato da uno schermo di computer, minacciandolo con la frase: "Cosa stai cercando di fare?". Sarıkaya ha anche dichiarato di non sapere come l'email sia arrivata nelle loro mani.
“ABBIAMO FATTO UNA RIUNIONE, MA NON ABBIAMO RICEVUTO I NOSTRI SOLDI”
Un'altra vittima, Cemal Özdem, ha affermato di aver avuto un incontro diretto con Erden Timur. Özdem ha dichiarato di aver tenuto una riunione con Timur e il suo avvocato presso l'ufficio NEF di Levent, alla quale è stato convocato anche Burak Tulum.
Özdem ha riferito che, nonostante fosse stato promesso l'annullamento della vendita, il deposito di circa 300 mila lire non gli è ancora stato restituito. Un'altra vittima presente nel fascicolo, Şefik Yalvaç, ha dichiarato di aver effettuato un pagamento di 1 milione e 200 mila dollari ma di non aver ricevuto indietro il proprio denaro.
Nella requisitoria presentata durante l'ultima udienza, la procura ha sottolineato che le vittime hanno dichiarato di aver ripetutamente segnalato la situazione a Erden Timur, sia via email che di persona, senza però ottenere alcun risultato.
Valutando queste testimonianze insieme alla corrispondenza presente nel fascicolo, è stato osservato che l'ipotesi che NEF non fosse a conoscenza di tali eventi sarebbe "contraria al normale svolgimento della vita quotidiana".
La procura ha inoltre richiesto di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Istanbul contro i dirigenti e i responsabili della società NEF.