Emergono le deposizioni dei vertici TÜSİAD: Orhan Turan rivela il suo reddito mensile

È stata avviata un'indagine nei confronti del presidente della TÜSİAD, Orhan Turan, e del presidente dell'Alto Consiglio Consultivo, Mehmet Ömer Arif Aras, per i discorsi tenuti durante l'assemblea generale dell'associazione il 13 febbraio, con le accuse di 'diffusione pubblica di informazioni fuorvianti' e 'tentativo di influenzare il regolare svolgimento della giustizia'. Nell'ambito dell'indagine, a entrambi è stato imposto il divieto di espatrio e misure di controllo giudiziario. È emerso inoltre l'ammontare del reddito mensile del presidente della TÜSİAD, Orhan Turan.

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Era stata avviata un'indagine nei confronti del presidente dell'Associazione degli Industriali e degli Imprenditori Turchi (TÜSİAD), Orhan Turan, e del presidente dell'Alto Consiglio Consultivo, Mehmet Ömer Arif Aras, a causa delle dichiarazioni rilasciate durante l'assemblea generale dell'associazione il 13 febbraio, con le accuse di 'diffusione pubblica di informazioni fuorvianti' e 'tentativo di influenzare il regolare svolgimento della giustizia'.

ARAS HA TESTIMONIATO PER 3 ORE, TURAN PER 1 ORA

Nell'ambito dell'indagine, gli indagati Turan e Aras si sono recati al Palazzo di Giustizia di Istanbul a Çağlayan, accompagnati dalla polizia, per rendere le proprie deposizioni. Qui, l'indagato Aras ha testimoniato davanti alla Procura per circa 3 ore, mentre l'indagato Turan ha testimoniato per circa 1 ora.

IMPOSTO IL DIVIETO DI ESPATRIO

Dopo aver reso le proprie dichiarazioni in Procura, gli indagati sono stati condotti davanti al giudice di turno con la richiesta di applicazione di una misura di controllo giudiziario sotto forma di 'divieto di espatrio' per il reato di 'diffusione pubblica di informazioni fuorvianti'. In seguito alle deposizioni, il tribunale ha confermato per Turan e Aras il divieto di espatrio e la misura di controllo giudiziario.

EMERGE IL REDDITO MENSILE

Dall'indagine, attraverso il provvedimento del giudice di pace di turno, sono emersi i dettagli delle deposizioni di Turan e Aras. L'indagato Orhan Turan ha dichiarato di essere un ingegnere meccanico. Dichiarando un reddito medio mensile di 1 milione di lire, Turan ha affermato di possedere un'azienda nel settore dell'isolamento, di effettuare intense esportazioni all'estero e di avere in programma viaggi all'estero nei mesi di marzo e aprile.

Turan ha dichiarato: "Stiamo lavorando sull'intelligenza artificiale. Anche in quel campo stiamo cercando di riunire gli imprenditori turchi. Il mio indirizzo è noto, sono un imprenditore, chiedo che la misura di controllo giudiziario del divieto di espatrio venga respinta".


L'indagato Mehmet Ömer Arif Aras ha invece dichiarato di essere presidente del consiglio di amministrazione di una banca. Aras, che ha dichiarato un reddito medio mensile di 900 mila lire, ha affermato quanto segue:

"Il tema principale del mio discorso è un testo su ciò che dobbiamo fare affinché l'economia turca possa progredire ulteriormente. Ho cercato di esprimere la sensibilità generale della società fornendo alcuni esempi su temi come l'istruzione, la supremazia del diritto, le misure da adottare in economia, i diritti delle donne per lo sviluppo del nostro Paese, lo sviluppo dell'ecosistema imprenditoriale e molte questioni economiche e finanziarie per spianare la strada alla Turchia. Non ho fornito alcuna informazione fuorviante per il pubblico nel mio discorso. Tutto l'approccio e le spiegazioni sono interpretazioni degli effetti sull'economia. Ho tenuto questi discorsi con l'obiettivo di migliorare il clima di investimento in Turchia."


Aras, sottolineando che a causa del suo ruolo di presidente del consiglio di amministrazione di una banca internazionale i suoi viaggi all'estero sono frequenti e che stanno cercando di contribuire all'economia turca, ha chiesto che la richiesta di divieto di espatrio non venisse applicata nei suoi confronti.

"HANNO RILASCIATO DICHIARAZIONI SU QUESTIONI DI CUI NON ERANO A CONOSCENZA"

Nel provvedimento del giudice di pace di turno si legge: "Come indicato anche nel contenuto dei discorsi e nelle difese degli indagati, essi hanno rilasciato dichiarazioni contenenti disinformazione contraria alla realtà, cercando di suggerire e orientare la magistratura su eventi di cui erano a conoscenza solo tramite la stampa e di cui non conoscevano il contenuto".

Nel documento è stato registrato che vi sono prove concrete del fatto che gli indagati Turan e Aras abbiano diffuso informazioni contrarie alla realtà riguardanti la sicurezza interna ed esterna, l'ordine pubblico e la salute generale della Turchia, in modo idoneo a turbare la pace pubblica, al solo scopo di creare ansia, paura o panico tra la popolazione, commettendo così il reato di "diffusione pubblica di informazioni fuorvianti".


Nel provvedimento è stato dichiarato che la richiesta della Procura della Repubblica di Istanbul di applicare la misura di controllo giudiziario sotto forma di divieto di espatrio nei confronti degli indagati è stata accolta.