I truffatori puntano ai marchi di lusso: le aziende corrono in tribunale per la "truffa dei resi"
Le denunce arrivate recentemente alle forze dell'ordine e alle procure hanno portato alla luce una truffa basata sul "reso di prodotti mai aperti", che prende di mira il settore dell'elettronica e i rivenditori di telefonia mobile. I truffatori acquistano costosi prodotti elettronici e li restituiscono dopo aver riempito le scatole con oggetti contraffatti. Questo metodo ha causato gravi danni, colpendo anche marchi rinomati, e ha spinto i rivenditori a rivolgersi alle autorità giudiziarie. La fiducia nei negozi ne risulta compromessa.
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Le denunce trasmesse di recente alle forze dell'ordine e alle procure hanno portato alla luce un nuovo metodo di truffa che prende di mira il settore dell'elettronica e i rivenditori di telefonia mobile. Questo metodo, chiamato "reso di prodotti mai aperti", ha causato numerose vittime, in particolare tra i marchi più noti. Con l'aumento delle segnalazioni, i rivenditori hanno portato la questione davanti alle autorità giudiziarie.
Secondo quanto riportato da Metin Can di Sabah, i truffatori ingannano i negozi durante la procedura di reso, causando ingenti perdite. I malviventi acquistano dai rivenditori di elettronica soprattutto telefoni cellulari e dispositivi costosi. Successivamente, aprono con cura le confezioni dei prodotti e ne estraggono i dispositivi originali. Inserendo al loro interno oggetti contraffatti o di peso simile, i truffatori riconfezionano poi la scatola in modo che sembri "nuova di fabbrica".
Questa operazione di imballaggio viene solitamente eseguita in laboratori clandestini o con macchinari rudimentali. I negozi, ingannati dall'aspetto sigillato e apparentemente mai aperto della confezione, accettano la richiesta di reso.
SCHEDE DI MEMORIA, iPAD, FOTOCAMERE, CONSOLE PER VIDEOGIOCHI...
Nel mirino ci sono molti telefoni cellulari di fascia alta, in particolare i nuovi iPhone e Samsung dotati di intelligenza artificiale, le cui vendite sono iniziate la scorsa settimana. Oltre ai telefoni cellulari, i truffatori utilizzano un metodo simile anche per dischi rigidi esterni, schede di memoria, auricolari Bluetooth, iPad, computer portatili, fotocamere, obiettivi, console per videogiochi e alcuni dispositivi per la smart home.
Alcune testimonianze contenute nei fascicoli della procura confermano che i truffatori, dopo aver riconfezionato i prodotti e averli restituiti al negozio, riescono a completare il reso senza destare alcun sospetto.
Questa truffa non colpisce solo i clienti individuali; si sospetta infatti che anche alcuni dipendenti dei magazzini di elettronica stiano causando danni simili con metodi analoghi.
Tra le denunce figura anche l'accusa secondo cui alcuni addetti ai magazzini avrebbero messo a segno colpi ingenti sostituendo i prodotti originali in entrata con articoli contraffatti.